La NASA rinuncia alla missione di ritorno dei campioni da Marte: cosa cambia per la ricerca di vita extraterrestre

Il Congresso americano taglia i fondi alla Mars Sample Return mission, rinviando la nostra migliore occasione di riportare rocce marziane sulla Terra

 

Dopo anni di preparativi, la missione Mars Sample Return (MSR) della NASA, pensata per riportare sulla Terra i primi campioni marziani, è stata sospesa a tempo indefinito. Il Congresso degli Stati Uniti, sotto la pressione dell’amministrazione Trump, ha approvato un disegno di legge di spesa che esclude i fondi necessari per completare la missione, rinviando di anni o decenni l’opportunità di analizzare direttamente le rocce di Marte. La missione era stata dichiarata la massima priorità della scienza planetaria nel 2011: il rover Perseverance ha già raccolto 33 campioni di suolo e rocce promettenti, ma riportarli a casa richiederebbe un sistema complesso e costoso per recuperarli e trasportarli in orbita, in attesa di un ritorno verso la Terra. I costi stimati sono cresciuti fino a 11 miliardi di dollari e anche le revisioni più economiche – circa 7 miliardi – sono considerate difficili da inserire nel bilancio NASA, già sotto pressione.

Quali alternative rimangono?

Non tutto è perduto. Il bilancio include 110 milioni di dollari per le “Mars Future Missions”, che serviranno a sviluppare nuove tecnologie di atterraggio e strumenti scientifici più potenti da utilizzare direttamente su Marte. Le rocce raccolte da Perseverance sono protette dalle tempeste di polvere e potranno essere analizzate in futuro se la missione dovesse essere rilanciata.

Alcuni progetti privati e proposte alternative a basso costo continuano a emergere, come quelli promossi dal Robert Zubrin, fondatore della Mars Society. Tuttavia, senza il sostegno concreto di NASA, Congresso o miliardari spaziali, la loro realizzazione rimane incerta.

Nel frattempo, altri Paesi potrebbero superare gli Stati Uniti nella corsa ai campioni marziani. La Cina prevede una missione già nel 2031, anche se la probabilità di ottenere rocce con tracce di vita è limitata. La JAXA giapponese, invece, punta a campioni dal piccolo satellite marziano Fobos, più facile da raggiungere e potenzialmente contenente materiale marziano espulso da impatti asteroidali.

Un’opportunità per nuovi progetti spaziali

La cancellazione della missione MSR libera risorse che potrebbero finanziare altre missioni rimaste in sospeso. Tra queste ci sono rover alla scoperta di nuove regioni di Marte, orbiter per studiare Urano, telescopi dedicati ai mondi abitabili e persino veicoli in attesa di intercettare oggetti interstellari come 3I/ATLAS.

Il destino dei campioni marziani non è ancora scritto: il progresso tecnologico, la cooperazione internazionale o un cambio di priorità politica potrebbero permettere di riportarli sulla Terra nei prossimi decenni. Nel frattempo, Perseverance e Curiosity continueranno le loro ricerche sul suolo marziano, e ogni nuova scoperta potrebbe riaccendere la corsa verso la risposta a una delle domande più grandi: esiste vita oltre la Terra?