La Società libica del ferro e dell’acciaio ha firmato un accordo con una società statunitense per la realizzazione di una centrale a energia solare da 25 megawatt, destinata a sostenere il fabbisogno energetico degli impianti industriali e a ridurre la dipendenza dalle forniture tradizionali. L’intesa è stata annunciata al termine di un incontro tenutosi a Tripoli, nel quale la società ha anche sollecitato un ruolo più attivo dello Stato nel promuovere e incentivare i progetti di energia rinnovabile. L’accordo è stato illustrato nel corso di una riunione con la National Oil Corporation (Noc), dedicata all’esame delle prospettive di cooperazione nei settori del gas e dell’energia e alle modalità per rafforzare la localizzazione industriale legata all’industria petrolifera e del gas. All’incontro hanno partecipato una delegazione della società siderurgica guidata dal presidente del Consiglio di amministrazione Mohamed al Faqih e, per la Noc, il presidente Masoud Suleiman, insieme a dirigenti e responsabili tecnici di entrambe le parti.
Nel suo intervento, il presidente della Noc ha sottolineato il ruolo della società libica del ferro e dell’acciaio nel sostenere i programmi di sviluppo del Paese, elogiandone la stabilità istituzionale. Suleiman ha inoltre richiamato i piani della compagnia petrolifera nazionale per la valorizzazione delle risorse di gas naturale, evidenziando l’abbondanza delle riserve libiche e la necessità di attuare i programmi di sviluppo già approvati. In questo quadro, ha insistito sull’importanza di localizzare la produzione industriale, così da garantire al settore petrolifero forniture interne di attrezzature e pezzi di ricambio. Dal canto suo, Al Faqih ha ribadito la richiesta di un maggiore sostegno governativo alle industrie complementari basate sui prodotti siderurgici nazionali, definendo tale supporto un pilastro per la localizzazione industriale e la diversificazione dell’economia. Il presidente della società ha richiamato anche le potenzialità del comparto manifatturiero e delle infrastrutture esistenti, che potrebbero essere valorizzate per coprire una parte significativa delle esigenze del settore energetico e di altri comparti strategici.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema delle carenze energetiche che incidono negativamente sui livelli produttivi. I dirigenti hanno passato in rassegna i principali progetti futuri dell’azienda, tra cui l’unità quattro di riduzione diretta, considerata centrale per l’espansione della capacità produttiva. E’ stata inoltre discussa la creazione di uno stabilimento per la produzione di tubazioni, con l’intesa di istituire una commissione congiunta incaricata di garantire le forniture necessarie ai settori del petrolio e del gas. Particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze di approvvigionamento di gas naturale della società siderurgica, attualmente stimate tra 80 e 85 milioni di piedi cubi al giorno, con una previsione di aumento fino a circa 205 milioni di piedi cubi giornalieri in prospettiva. Le due parti hanno concordato sull’importanza di un coordinamento preventivo nella programmazione delle manutenzioni delle condotte, per ridurre al minimo le interruzioni delle forniture. Nel contesto di queste discussioni, la firma dell’accordo per la centrale solare è stata indicata come un primo passo concreto verso l’integrazione delle fonti rinnovabili nel mix energetico industriale libico.


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