Poco dopo le 16 di oggi, 27 gennaio 2026, durante una conferenza stampa internazionale trasmessa in diretta streaming, il Bulletin of the Atomic Scientists ha annunciato lo spostamento delle lancette dell’Orologio dell’Apocalisse a 85 secondi dalla mezzanotte. Si tratta di un ulteriore, drammatico avanzamento rispetto al 2025, quando il simbolico orologio era stato fermato a 89 secondi, già allora il valore più vicino alla mezzanotte nei suoi 78 anni di storia. L’annuncio, seguito da ricercatori, decisori politici e media di tutto il mondo, è arrivato al termine di mesi di valutazioni su rischi nucleari, crisi climatica, instabilità geopolitica e tecnologie emergenti. Un messaggio chiaro e inquietante: le minacce esistenziali per l’umanità non solo persistono, ma si stanno intensificando.
L’annuncio del 2026: chi ha parlato e cosa è stato detto
La rivelazione del nuovo orario è avvenuta durante una conferenza stampa dal vivo, organizzata dal Bulletin of the Atomic Scientists e trasmessa online. Presenti figure di primo piano del mondo scientifico, accademico e del giornalismo globale. Tra gli interventi più attesi, quello di Maria Ressa, premio Nobel per la Pace 2021 e cofondatrice di Rappler. A presentare ufficialmente la decisione è stata Alexandra Bell, presidente e CEO del Bulletin, affiancata da Daniel Holz, fisico dell’Università di Chicago e presidente del Science and Security Board (SASB), l’organo che stabilisce l’orario dell’Orologio. Con loro anche altri membri del SASB: esperti di sicurezza internazionale, clima, biotecnologie e politiche pubbliche, come Steve Fetter, Inez Fung, Asha M. George e Jon B. Wolfsthal. Tutti hanno insistito su un punto: il peggioramento simultaneo di più crisi globali rende il contesto attuale particolarmente pericoloso.
Cos’è l’Orologio dell’Apocalisse
L’Orologio dell’Apocalisse (Doomsday Clock) non è un vero strumento di misura del tempo, ma un potente simbolo scientifico e comunicativo. Creato nel 1947 dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, molti dei quali coinvolti nel Progetto Manhattan, rappresenta quanto l’umanità sia vicina a una catastrofe globale auto-inflitta.
La “mezzanotte” simboleggia l’annientamento: inizialmente nucleare, oggi inteso in senso più ampio come collasso della civiltà a causa di guerre atomiche, cambiamenti climatici irreversibili, pandemie, tecnologie fuori controllo o una combinazione di questi fattori.
A cosa serve e come viene deciso l’orario
L’orario dell’Orologio viene aggiornato (non necessariamente ogni anno) dal Science and Security Board del Bulletin, un gruppo ristretto di esperti internazionali che analizzano tendenze e rischi globali. La decisione finale avviene in consultazione con il Board of Sponsors del Bulletin, che include 8 premi Nobel.
Non esiste una formula matematica: il tempo viene stabilito sulla base di valutazioni qualitative e quantitative, che tengono conto di fattori come la proliferazione nucleare, le tensioni geopolitiche, il progresso (o l’assenza di progresso) nella lotta al cambiamento climatico, e l’impatto di tecnologie dirompenti come l’intelligenza artificiale e le biotecnologie.
Cosa significa essere a 85 secondi dalla mezzanotte
Lo spostamento a 85 secondi dalla mezzanotte indica che, secondo gli scienziati del Bulletin, il livello di rischio globale è aumentato ulteriormente rispetto all’anno precedente. Nel 2025 il valore di 89 secondi era già un record storico; il nuovo aggiornamento lo supera, segnando il punto più critico mai raggiunto dall’Orologio.
Questo non significa che una catastrofe sia imminente in senso letterale, ma che le condizioni strutturali – politiche, tecnologiche e ambientali – rendono il sistema globale estremamente fragile e vulnerabile a eventi di rottura.
Perché l’Orologio è importante oggi
L’Orologio dell’Apocalisse non nasce per fare previsioni, ma per lanciare un allarme. È uno strumento di divulgazione scientifica e di pressione morale, pensato per scuotere governi, istituzioni e opinione pubblica. In un mondo saturo di dati e crisi concorrenti, l’immagine delle lancette che avanzano verso la mezzanotte resta uno dei simboli più immediati e comprensibili del rischio esistenziale.
Il messaggio del 2026 è netto: senza cooperazione internazionale, senza politiche basate su evidenze scientifiche e senza un controllo responsabile delle tecnologie più potenti, l’umanità continua ad avvicinarsi pericolosamente ai propri limiti. L’Orologio non segna il destino, ma ricorda che il tempo per cambiare rotta – sebbene ridotto – non è ancora del tutto scaduto.


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