L’inverno torna a mostrare il suo volto più dinamico sul medio Adriatico, con nevicate a bassa quota che stanno interessando l’Abruzzo grazie all’attivazione dell’ASES, ovvero l’Adriatic Sea Effect Snow. Si tratta di una configurazione ben nota, capace di produrre episodi nevosi localmente intensi anche lontano dai grandi fronti perturbati, con fiocchi che in queste ore riescono a spingersi fino alle quote collinari più basse, attorno ai 200 metri nei settori maggiormente esposti.
Cos’è l’ASES e perché è così efficace
L’ASES può essere considerato l’equivalente adriatico del più famoso lake-effect nordamericano. Il meccanismo si innesca quando aria molto fredda di origine artica-continentale scivola dai Balcani verso il mare Adriatico, che in inverno conserva temperature nettamente più alte rispetto all’aria sovrastante. Questo contrasto termico favorisce un rapido trasferimento di calore e umidità dal mare all’atmosfera, rendendo l’aria instabile nei bassi strati.

In presenza di venti sostenuti dai quadranti nord-orientali, la convezione si organizza in bande nuvolose strette e persistenti, orientate lungo la direzione del flusso. Queste strutture colpiscono porzioni relativamente limitate di territorio, concentrando rovesci nevosi su alcune aree mentre zone poco distanti possono rimanere quasi asciutte: una caratteristica tipica degli eventi ASES.
Neve fino a 200 metri: il ruolo del profilo termico
L’elemento chiave che consente alla neve di spingersi così in basso è la qualità della massa d’aria in ingresso. In questa fase, l’aria artica presenta valori termici sufficientemente bassi non solo in quota, ma anche nei bassi strati, garantendo una colonna d’aria favorevole al mantenimento del fiocco fino a quote insolitamente ridotte per la climatologia locale.
Quando le bande ASES raggiungono la costa e risalgono le prime colline appenniniche, entra in gioco anche l’orografia. Il sollevamento forzato dell’aria contro i rilievi intensifica ulteriormente le precipitazioni, permettendo alla neve di resistere fino a circa 200 metri e, nei rovesci più intensi, localmente anche più in basso.
Le aree più esposte in Abruzzo
I settori più coinvolti risultano quelli medio e basso adriatici, in particolare le aree costiere e pedecollinari del Chietino, direttamente esposte al flusso da nord-est, come è possibile osservare dai video relativi alle città di Lanciano (265 metri) e Atessa (435 metri). Località poste tra i 300 e i 600 metri stanno osservando accumuli più significativi e scenari pienamente invernali, mentre alle quote inferiori la neve può alternarsi a fasi di pioggia o neve bagnata quando l’intensità dei rovesci diminuisce.
Evoluzione a breve termine
Nelle prossime ore l’afflusso di correnti artiche continuerà a mantenere condizioni instabili sul medio-basso Adriatico e lungo l’Appennino, con ulteriori nevicate possibili fino a quote molto basse. Tuttavia, si tratterà di un fenomeno a carattere irregolare e localizzato, destinato ad attenuarsi gradualmente dal pomeriggio a partire dalle Marche. Un episodio che conferma, ancora una volta, come l’ASES rappresenti uno dei meccanismi più affascinanti e imprevedibili dell’inverno adriatico.
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