Il fiume Neto, nel tratto che interessa l’area di Santa Severina, si trova in una fase di attenzione elevata dal punto di vista idraulico, all’interno di un contesto di maltempo persistente che continua a interessare la Calabria. Le condizioni attuali (nel video di Tonino Parisi) mostrano un quadro già compromesso, in cui la combinazione tra piogge molto abbondanti, suoli saturi e nuove precipitazioni attese nelle prossime ore aumenta sensibilmente il rischio di ulteriori e rapide piene.
Piogge intense e bacino sotto stress
Nelle ultime ore l’area compresa tra Santa Severina, Mesoraca e Petilia Policastro è stata colpita da precipitazioni continue e localmente intense, con accumuli che in alcune zone hanno superato i 200 millimetri. Si tratta di quantitativi rilevanti, in grado di mettere sotto pressione l’intero bacino idrografico del Neto. Le piogge hanno interessato sia le aree collinari sia quelle pedemontane, favorendo un deflusso rapido delle acque verso l’asta fluviale principale.
Livelli in aumento lungo il corso del Neto
Il fiume mostra segnali di piena in progressiva evoluzione, con livelli idrometrici in crescita e un coinvolgimento sempre più marcato delle aree golenali e dei settori immediatamente prossimi all’alveo. La risposta del corso d’acqua è resa più critica dal contributo ritardato delle porzioni più elevate del bacino, dove le precipitazioni continuano ad alimentare il deflusso verso valle anche a distanza di ore.
Suoli saturi e rischio di reazioni rapide
I terreni del Marchesato risultano ormai ampiamente saturi, con una capacità di assorbimento drasticamente ridotta. In questo contesto, anche ulteriori piogge non eccezionali possono tradursi in incrementi improvvisi dei livelli idrici, soprattutto nei corsi d’acqua minori e nei canali secondari collegati al sistema del Neto. È proprio questa condizione a rendere il quadro particolarmente delicato nelle prossime ore.
Attenzione a frane e allagamenti localizzati
Oltre al rischio idraulico, resta elevata la probabilità di fenomeni idrogeologici, come frane superficiali, colate di fango e allagamenti nei fondovalle e nei tratti urbanizzati più esposti. Restringimenti dell’alveo, ponti e infrastrutture viarie possono rappresentare punti critici in caso di nuovi innalzamenti improvvisi del livello del fiume.
Alla luce di questo scenario, il monitoraggio costante dell’evoluzione meteo-idrologica e il rispetto delle indicazioni delle autorità di protezione civile risultano fondamentali. Evitare la permanenza in prossimità dei corsi d’acqua, dei guadi e delle aree di fondovalle rimane una misura di prudenza essenziale in una fase che resta potenzialmente critica per il territorio.
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