Il Consiglio dei Ministri si riunirà domani alle 15.30 per deliberare la dichiarazione dello stato di calamità in seguito agli effetti del ciclone Harry, che ha colpito duramente la Sicilia, causando danni significativi anche in Calabria e Sardegna. La riunione servirà ad avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell’emergenza nazionale e per lo stanziamento delle prime risorse a sostegno dei territori colpiti. Secondo quanto spiegato dal Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, si entra ora nella fase operativa prevista dal Codice della Protezione Civile. “Adesso passiamo alla fase dello stato di emergenza nazionale, che verrà dichiarato domani con una prima somma della quale non potete assolutamente tenere conto in proporzione e rispetto ai danni”, ha chiarito il Ministro davanti ai sindaci dei comuni calabresi colpiti dal ciclone, sottolineando che si tratta di un primo stanziamento tecnico, necessario ad avviare gli interventi urgenti.
Musumeci ha anche precisato la durata e la flessibilità dello strumento emergenziale: “quanto durerà lo stato di emergenza? Di solito viene proclamato per dodici mesi e viene prorogato per altri dodici. Qui il caso è diverso: può essere chiuso prima dei dodici mesi. Alcuni interventi possono essere eseguiti con le risorse dello stato di emergenza”.
Accanto agli interventi di competenza della Protezione Civile, il Ministro ha ricordato che altre misure richiederanno il coinvolgimento di più dicasteri: “poi ci sono le altre richieste che coinvolgono non solo il Ministero per la Protezione Civile, ma il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dell’Impresa, il Ministero del Lavoro, e solo quelle proprietà che riguardano la sospensione degli obblighi, quindi il pagamento di multe o di imposte, i danni per gli agricoltori“. In quest’ultimo caso, ha spiegato, “non interviene la Protezione Civile, ma interviene il Ministero dell’Agricoltura, che dispone di un proprio fondo”.
Il quadro normativo consentirà inoltre di operare con procedure semplificate: “si opera sempre in deroga alle norme ordinarie“, ha aggiunto Musumeci, spiegando che proprio per questo motivo “domani ho voluto convocare, prima del Consiglio dei Ministri, alle dodici, una riunione con i capi di dipartimento, proprio per capire se e dove possiamo intervenire”.
Musumeci: “rivedere i piani di urbanistica e infrastrutture”
“Occorre ricostruire presto e occorre ricostruire bene per evitare che alla prossima mareggiata ci si debba ritrovare allo stesso punto. Ecco perché in alcune aree la violenza delle onde ha sconvolto la morfologia dei luoghi e quindi non escludo che ci possa anche essere la necessità di rivedere la pianificazione urbanistica e quella delle infrastrutture principali”, ha detto Musumeci oggi a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, per incontrare i sindaci e le istituzioni dei territori colpiti dal ciclone Harry insieme al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “Una pianificazione urbanistica – ha aggiunto – che deve tenere conto della protezione civile, perché finora le due realtà non hanno mai dialogato. Occorre capire dove esiste il rischio, dove è maggiormente vulnerabile il territorio e quindi adeguarsi con interventi mirati. Insomma, ormai la prevenzione deve essere la nostra bussola. Non basta soltanto lamentarsi per quello che fa o non fa il Comune, per quello che fa o non fa la Regione o il governo nazionale. Occorre che tutti, a cominciare dalle comunità, ci rendiamo conto che se vogliamo restare su questa terra esposta a tanti rischi, dobbiamo imparare a convivere e quindi la prevenzione diventa l’obiettivo prioritario al quale lavorare”.
“Sappiamo che il ciclone può arrivare anche a casa nostra. Adesso nessuno può dire tanto è capitato solo una volta, non è vero. Nel 2006 è capitato pure, anche in queste aree. Quindi il ciclone è una delle criticità con cui dovremmo fare i conti. Attrezziamoci. Non basta soltanto contare i danni”, ha aggiunto.


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