Nelle ultime ore l’area metropolitana di Atene è stata colpita da uno degli eventi pluviometrici più intensi degli ultimi decenni, con quantitativi di pioggia che in meno di 24 ore hanno raggiunto valori tipici di diversi mesi. Secondo le rilevazioni ufficiali del National Observatory of Athens (NOA), in alcune zone dell’Attica sono caduti fino a 170 mm di pioggia, un valore che rappresenta circa il 40% della media annua della capitale greca. Le precipitazioni si sono concentrate in una finestra temporale molto ristretta, tra la notte e la mattina successiva, colpendo in modo particolare i settori meridionali ed orientali dell’area urbana, tra cui Papagou, Glyfada e Voula. In queste zone numerose stazioni pluviometriche hanno superato la soglia dei 100 mm giornalieri, innescando allagamenti rapidi, esondazioni urbane e gravi disagi alla mobilità.
Il bilancio dell’evento è drammatico: due vittime accertate, una delle quali travolta dall’acqua in un sottopasso allagato, mentre l’altra è stata colpita dal moto ondoso durante un’operazione lungo la costa del Peloponneso. I vigili del fuoco sono stati impegnati in oltre 900 interventi, tra soccorsi a persone bloccate, veicoli sommersi e abitazioni invase dall’acqua. Molti istituti scolastici e attività sono rimasti chiusi, mentre diverse arterie principali sono state rese impraticabili per ore.
La dinamica meteorologica dell’evento
Dal punto di vista atmosferico, l’episodio è riconducibile a una fase di forte instabilità mediterranea, alimentata da aria estremamente umida risalita dal Mare Egeo e da convergenze persistenti nei bassi strati. Questo assetto ha favorito lo sviluppo di celle temporalesche autorigeneranti, capaci di scaricare grandi quantità di pioggia sempre sugli stessi settori urbani, dando origine a flash flood tipici degli ambienti densamente edificati.
Un segnale chiaro dal clima mediterraneo
L’alluvione di Atene si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intero Mediterraneo, riconosciuto come uno dei principali hotspot climatici globali. Negli ultimi anni si osserva una tendenza sempre più marcata verso meno giorni piovosi, ma caratterizzati da episodi estremi, brevi e molto intensi. Anche in Grecia, la frequenza di eventi superiori ai 100 mm in 24 ore è aumentata in modo significativo, pur a fronte di una diminuzione delle precipitazioni annuali totali.
Città costiere e vulnerabilità idrologica
In un’area come Atene, fortemente urbanizzata e impermeabilizzata, quantitativi di pioggia dell’ordine di 150–170 mm in poche ore superano rapidamente la capacità dei sistemi di drenaggio. L’evento mette nuovamente in evidenza la fragilità idrologica delle grandi città mediterranee e la necessità di investire in prevenzione, pianificazione urbana e gestione del rischio, in uno scenario climatico che rende questi fenomeni sempre meno eccezionali e sempre più frequenti.



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