Maltempo Grecia, otto escursionisti bloccati nel gelo del Taigeto: complessa operazione di soccorso tra neve, vento e ghiaccio

Temperature sotto zero e freddo percepito elevato hanno aumentato il rischio di ipotermia

Un’operazione di soccorso alpino particolarmente delicata è in corso sul massiccio del Taigeto, nel sud della Grecia, dove un gruppo di otto escursionisti è rimasto coinvolto in un grave incidente in ambiente montano. L’episodio si è verificato nell’area sommitale del Profitis Ilias, a quote comprese tra i 2.000 e i 2.400 metri, un settore noto per la sua morfologia aspra e tecnica, soprattutto in presenza di neve e ghiaccio. Secondo le ricostruzioni operative, il gruppo stava attraversando un tratto caratterizzato da pendii ripidi, canali incassati e superfici ghiacciate, quando una perdita di aderenza ha provocato una scivolata collettiva verso un burrone sottovento rispetto alla cresta principale. In questo tipo di configurazione orografica, il vento favorisce la formazione di ghiaccio vivo e croste dure, riducendo drasticamente la sicurezza dell’appoggio anche per escursionisti esperti.

La comunicazione costante con il capogruppo ha permesso ai soccorritori di localizzare rapidamente il punto dell’incidente, pianificando un avvicinamento da terra in condizioni estremamente complesse. Gli otto alpinisti sono stati tutti individuati e raggiunti: quattro risultano feriti, mentre una donna presenta le condizioni più critiche, pur restando sempre assistita durante le fasi di recupero.

Sul posto operano decine di soccorritori specializzati, tra vigili del fuoco, unità alpine e squadre dedicate agli interventi su terreno impervio. L’impiego di un elicottero è stato fortemente limitato a causa di venti intensi, turbolenze locali e rotori nei canaloni, condizioni che hanno reso rischiose le manovre aeree, costringendo a concentrare l’intervento sulle squadre terrestri, impegnate anche nelle ore notturne.

Le condizioni meteorologiche in quota rappresentano un ulteriore fattore critico: temperature sotto lo zero e valori di freddo percepito prossimi a –10 °C aumentano il rischio di ipotermia, soprattutto per i feriti immobilizzati. Per questo motivo, la priorità operativa resta la protezione termica e la discesa progressiva verso punti più sicuri, prima del trasferimento in strutture sanitarie.

L’intervento prosegue con estrema cautela e continui aggiornamenti delle condizioni di sicurezza. L’episodio evidenzia come, anche in assenza di condizioni meteo apparentemente estreme, la combinazione di inverno in quota, vento, ghiaccio e orografia complessa possa trasformare un’escursione in uno scenario di emergenza ad alto rischio operativo, richiedendo competenze tecniche elevate e un coordinamento impeccabile dei soccorsi.