Le abbondanti piogge e le nevicate diffuse registrate all’inizio di gennaio hanno segnato una svolta per la situazione idrica del Marocco. Secondo i dati della Direzione della pianificazione idrica del ministero delle Attrezzature e dell’acqua, il tasso nazionale di riempimento degli invasi è passato dal 39,62% del primo gennaio al 45,71% il 10 gennaio, con un volume complessivo di 7,66 miliardi di metri cubi d’acqua stoccata. Tra il 6 e il 10 gennaio gli afflussi aggiuntivi sono stati pari a circa 293 milioni di metri cubi. Un incremento che ha portato le riserve ai livelli più alti dal luglio 2021, come confermato anche dal portavoce del governo, Mustapha Baitas, dopo anni segnati da una persistente siccità.
La ripresa, tuttavia, non è uniforme. I bacini meridionali restano i più fragili, pur mostrando segnali incoraggianti: l’Oum Er Rbia è salito oltre il 20 per cento, mentre le dighe di Al Massira e Bin El Ouidane restano sotto il 25%. Decisamente migliore la situazione al nord e al centro del Paese, con l’Abou Regreg vicino alla piena capacità e la diga Al Wahda al 57,99%.
Il confronto con il 28,38% registrato a gennaio 2025 evidenzia un netto e rapido miglioramento della disponibilità idrica nazionale.



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