La tempesta Kristin non è stata una semplice perturbazione atlantica, ma quello che i meteorologi dell’Istituto Portoghese del Mare e dell’Atmosfera (IPMA) definiscono come un processo di “ciclogenesi esplosiva“. La pressione atmosferica è precipitata in poche ore, creando un gradiente barico talmente violento da scatenare venti di forza uraganica. Mentre le prime stime parlavano di raffiche a 150km/h, i dati ufficiali rilevati dalle stazioni meteorologiche costiere e delle alture del centro-nord, in particolare tra Cabo Carvoeiro e le colline di Leiria, hanno confermato picchi spaventosi che hanno sfiorato e, in alcuni casi isolati, toccato i 180km/h. Questa furia eolica, combinata con un fronte freddo estremamente attivo, ha trasformato la pioggia in un muro d’acqua incessante, saturando i terreni e rendendo instabile ogni struttura o albero non protetto.
Il tragico bilancio di una giornata di terrore
Il numero delle vittime è salito drammaticamente a cinque nelle ultime ore, confermando la letalità dell’evento. Il distretto di Leiria si è confermato l’epicentro del disastro, pagando il tributo più alto con quattro morti. Qui, la violenza delle raffiche ha abbattuto alberi secolari e strutture industriali, travolgendo persone che si trovavano all’aperto o all’interno di veicoli. La quinta vittima è stata registrata nell’area metropolitana di Lisbona, dove un uomo è rimasto schiacciato dal crollo di un grosso fusto arboreo sulla sua autovettura mentre percorreva un’arteria stradale periferica. Oltre ai decessi, si contano decine di feriti, molti dei quali colpiti da detriti volanti o coinvolti in incidenti stradali causati dalla visibilità nulla e dal vento laterale che ha ribaltato diversi mezzi pesanti sulla A1, la principale autostrada che collega la capitale al nord.
Un milione di utenze nel buio e infrastrutture paralizzate
La rete elettrica nazionale ha subito un collasso parziale a causa della caduta di tralicci dell’alta tensione e della distruzione di centinaia di cabine di trasformazione. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei gestori energetici (E-Redes), circa un milione di persone sono rimaste senza energia elettrica nel momento di massima intensità della tempesta. Sebbene le squadre di emergenza stiano lavorando in condizioni proibitive, vaste aree dei distretti di Coimbra e Leiria rimangono isolate elettricamente. Anche le comunicazioni ferroviarie sulla Linea del Nord e sulla Linea dell’Ovest sono state interrotte per la presenza di ostacoli sui binari e per il danneggiamento della catenaria, paralizzando di fatto la mobilità del Paese e lasciando migliaia di pendolari bloccati nelle stazioni.
Cronaca di una devastazione territoriale senza sosta
Le immagini che arrivano dalle zone colpite mostrano scenari apocalittici: a Coimbra, l’esondazione di alcuni affluenti del Mondego, unita alla forza del vento, ha allagato i piani bassi di numerosi edifici storici e moderni. A Lisbona, il lungofiume è stato flagellato da onde che hanno superato i moli, trascinando arredi urbani e distruggendo i dehors dei locali. La Protezione Civile portoghese (ANEPC) ha gestito oltre 3.500 incidenti in meno di 24 ore, mobilitando migliaia di operativi tra vigili del fuoco, forze dell’ordine e tecnici comunali. Il governo ha dichiarato lo stato di allerta massima, sottolineando che, sebbene il centro della tempesta si stia spostando verso l’interno della penisola iberica, il rischio di frane e smottamenti resta elevatissimo a causa dell’enorme massa d’acqua scaricata sul suolo già saturo.











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