Maltempo Tunisia, che disastro: 230mm di pioggia, 4 morti a Monastir | FOTO e VIDEO

Accumuli estremi tra Monastir e Moknine: un evento che riscrive le statistiche pluviometriche degli ultimi 70 anni

Maltempo estremo in Tunisia: situazione grave

La Tunisia centro-orientale sta vivendo una delle emergenze meteorologiche più gravi degli ultimi decenni, con effetti drammatici concentrati nella regione di Monastir tra il 18 e il 19 gennaio. Un episodio di piogge eccezionalmente intense e persistenti ha provocato estesi allagamenti urbani, esondazioni improvvise e un bilancio umano pesantissimo, con almeno quattro vittime confermate e numerosi interventi di soccorso ancora in corso. Secondo i dati ufficiali diffusi dall’Istituto Nazionale di Meteorologia tunisino, sulla città di Monastir sono caduti oltre 220 millimetri di pioggia in appena 24 ore, mentre nel vicino centro di Moknine gli accumuli hanno raggiunto valori prossimi ai 200 millimetri. Si tratta di quantitativi straordinari per il mese di gennaio, pari a sei-sette volte la media climatologica mensile, con un’intensità che non trova riscontri analoghi da oltre settant’anni nelle serie storiche disponibili.

Emergenza maltempo Tunisia

Il quadro al suolo è rapidamente degenerato: wadi secondari straripati, quartieri completamente sommersi, strade trasformate in canali di scorrimento e abitazioni invase dall’acqua nel cuore della notte. Le autorità hanno confermato che quattro persone hanno perso la vita nel settore di Moknine, travolte dalle correnti o intrappolate nelle proprie abitazioni, mentre le squadre di emergenza continuano a operare nelle aree più vulnerabili, in particolare nei bacini urbani a drenaggio lento.

Dal punto di vista meteorologico, l’evento è stato generato da una depressione mediterranea profonda, bloccata per diverse ore sul settore orientale tunisino. Il sistema ha richiamato aria molto umida e mite dal Golfo di Hammamet, mentre in quota affluivano masse d’aria più fredde e instabili. Questa combinazione ha favorito lo sviluppo di temporali autorigeneranti, con celle che si sono ripetutamente formate e scaricate sulle stesse aree, un meccanismo noto come rainfall training, tipico degli eventi di flash flood mediterranei.

La situazione è risultata ulteriormente aggravata dallo stato dei suoli: anni di siccità prolungata hanno ridotto la capacità di infiltrazione, trasformando le piogge torrenziali in deflusso rapido e incontrollato. Oltre a Monastir e Moknine, criticità gravi sono state segnalate anche nelle regioni di Nabeul, Zaghouan e nei sobborghi di Tunisi, con scuole chiuse e infrastrutture danneggiate.

Questo episodio rappresenta un evento idro-meteorologico di portata storica, che mette in luce la crescente fragilità del litorale tunisino di fronte a configurazioni atmosferiche sempre più estreme. In un contesto climatico caratterizzato da lunghi periodi secchi alternati a precipitazioni violente, l’esperienza di Monastir rafforza la necessità di sistemi di allerta precoce più capillari, pianificazione urbana resiliente e monitoraggio meteorologico ad alta risoluzione.

Un segnale chiaro di come, nel Mediterraneo, il rischio non sia più legato alla quantità annua di pioggia, ma alla sua concentrazione nel tempo e nello spazio.