L’aeroporto JFK di New York si trova in queste ore nel pieno della fase più intensa dell’ondata artica che accompagna la grande tempesta invernale di fine gennaio 2026. Un evento di vasta scala che sta coinvolgendo l’intero Nord-Est degli Stati Uniti e che, sull’area metropolitana newyorkese, sta producendo nevicate abbondanti, gelo persistente e gravi disagi operativi. Il peggioramento è legato a un vasto winter storm nordamericano capace di convogliare aria artica fino alla East Coast. Su JFK, già nelle prime ore del 26 gennaio, gli accumuli nevosi hanno raggiunto valori prossimi ai 25 centimetri, con quantitativi comparabili anche sugli altri aeroporti dell’area urbana.
La neve, caduta in modo continuo e a tratti intenso, si è accompagnata a temperature nettamente inferiori alla media stagionale, con valori prossimi allo zero e una percezione termica ulteriormente abbassata dal vento. Il contesto è quello di un vero e proprio arctic blast, con masse d’aria gelide estese su tutto il settore orientale degli Stati Uniti.
Tra cancellazioni, ritardi e operazioni critiche
L’impatto sull’operatività aeroportuale è stato immediato. La combinazione di neve, ghiaccio e vento ha imposto la riduzione delle operazioni e portato a migliaia di cancellazioni e ritardi su scala nazionale, con New York tra le aree più colpite. JFK, insieme a LaGuardia e Newark, sta affrontando una delle giornate più complesse degli ultimi anni dal punto di vista dell’aviazione civile.
Le difficoltà non riguardano solo le piste, ma anche i piazzali, le vie di rullaggio e l’accessibilità stradale, aggravate dalla formazione di ghiaccio e dalle basse temperature che rallentano le operazioni di de-icing e di sgombero neve.
Freddo persistente anche dopo la neve
Secondo le ultime analisi meteorologiche, il nucleo più attivo della tempesta tenderà ad allontanarsi, ma l’aria artica resterà intrappolata sul Nord-Est USA per diversi giorni. Questo significa che, anche dopo l’attenuazione delle nevicate, il gelo continuerà a rappresentare un fattore critico per il ripristino completo delle attività aeroportuali.
Il rischio di ghiaccio residuo su infrastrutture e superfici operative rimarrà elevato, così come la possibilità di ulteriori disagi nei collegamenti aerei. Un quadro che conferma come l’evento in corso non sia una semplice nevicata, ma una tempesta invernale di riferimento, destinata a essere ricordata per impatti e complessità gestionale.


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