MAVEN, silenzio da Marte: la NASA tenta l’ultimo contatto con l’orbiter disperso

Dopo oltre un mese senza segnali e la fine della congiunzione solare il 16 gennaio, l’agenzia spaziale americana riprende l’ascolto, ma le speranze di recupero si affievoliscono.

La NASA ha nuovamente la possibilità di “ascoltare” Marte senza le interferenze del Sole. Si è infatti conclusa ieri, 16 gennaio, la congiunzione solare, quel periodo in cui il Sole si trova tra la Terra e il Pianeta Rosso, rendendo rischiose o inutilizzabili le comunicazioni radio con le sonde. È proprio ora che l’attenzione si concentra su una missione storica: MAVEN, l’orbiter che da più di un mese non dà più notizie di sé. La Mars Atmosphere and Volatile Evolution mission è silenziosa dal 6 dicembre, quando, dopo essere passata dietro Marte – una manovra di routine – non ha più ristabilito il contatto con la Terra. Prima dell’interruzione, la telemetria indicava che tutti i sistemi funzionavano correttamente. Tuttavia, una piccola porzione di dati di tracciamento recuperata in seguito ha rivelato qualcosa di anomalo: MAVEN stava ruotando in modo inatteso e non si trovava più nella sua orbita prevista.

Un’attesa forzata dal Sole

Per prudenza, la NASA aveva sospeso ogni tentativo di comunicazione con tutte le missioni marziane dal 29 dicembre, proprio per evitare che comandi distorti potessero causare danni irreversibili ai veicoli spaziali. Ora, con la finestra di congiunzione chiusa, i tecnici del Deep Space Network hanno ripreso i tentativi di contatto. Ma il clima non è ottimistico.

Ricominciamo a cercare, ma a questo punto è molto improbabile riuscire a recuperare il veicolo“, ha ammesso Louise Prockter, direttrice della divisione di scienze planetarie della NASA, durante un incontro scientifico.

Nemmeno i tentativi “visivi” hanno dato risultati: il rover Curiosity ha provato 2 volte a fotografare MAVEN mentre sorvolava la sua area, senza però riuscire a individuarlo.

Una missione oltre ogni aspettativa

Lanciata nel novembre 2013 e arrivata in orbita marziana nel settembre 2014, MAVEN era stata progettata per durare appena un anno. Invece, ha appena celebrato – lo scorso settembre – 10 anni di attività, diventando una delle missioni più longeve e produttive attorno a Marte. Grazie a MAVEN, gli scienziati hanno compreso meglio come Marte abbia perso la sua antica atmosfera, trasformandosi da un pianeta potenzialmente abitabile in un mondo freddo e arido. La sonda ha inoltre studiato tempeste di polvere, venti dell’alta atmosfera e perfino le aurore marziane.

MAVEN però non è solo scienza. È anche un nodo cruciale delle comunicazioni, un ponte radio tra la Terra e i rover in superficie, come Curiosity e Perseverance. La sua assenza ha già costretto la NASA a riorganizzare le operazioni, affidandosi maggiormente ad altri orbiter – come Mars Reconnaissance Orbiter, Mars Odyssey e le sonde europee – e a modificare la pianificazione quotidiana dei rover.

Fragilità note e un futuro incerto

Il silenzio attuale è ancora più preoccupante alla luce dei problemi tecnici affrontati in passato. Nel 2022, MAVEN rimase per circa 3 mesi in safe mode a causa di guasti alle unità di misura inerziale (IMU), fondamentali per orientarsi nello Spazio. Per ridurre la dipendenza da componenti ormai usurati, il team aveva sviluppato una modalità di navigazione basata sull’osservazione delle stelle: efficace per le operazioni ordinarie, ma non per manovre delicate. Paradossalmente, MAVEN avrebbe ancora carburante sufficiente per restare in orbita almeno fino al 2030.

Un colpo per la scienza marziana

Se i nuovi tentativi di contatto fallissero, la perdita di MAVEN rappresenterebbe un duro colpo per la comunità scientifica, già alle prese con le incertezze sul futuro del programma Mars Sample Return, che dovrebbe riportare sulla Terra i campioni raccolti da Perseverance. Anche in quel progetto, MAVEN era destinata a svolgere un ruolo chiave come ripetitore di comunicazioni.

Per ora, Marte tace, e con questo anche una delle missioni che più hanno contribuito a raccontare la storia climatica e atmosferica del Pianeta Rosso. Le prossime ore potrebbero dire se quel silenzio è solo un’interferenza temporanea o l’epilogo definitivo di una grande avventura scientifica.