Nelle ultime ore un’immagine diventata virale sui social ha attirato l’attenzione di migliaia di utenti: un pannello stradale a Tutrakan, nel nord della Bulgaria, ha indicato una temperatura di −89 °C. Un dato clamoroso, capace di generare stupore e allarme, ma che non trova alcun riscontro scientifico ed è del tutto incompatibile con la realtà meteorologica dell’area. Tutrakan si trova lungo il Danubio, in un’area a clima continentale moderato. Gli inverni possono essere freddi, talvolta rigidi durante le irruzioni artiche, ma i valori medi oscillano attorno a 0 / −2 °C nelle notti più fredde, con massime diurne spesso sopra lo zero. Anche nei peggiori episodi storici, le temperature minime raramente sono scese sotto i −20 °C, un ordine di grandezza completamente diverso da quello apparso sul tabellone.
Un valore di −89 °C, oltre a non avere precedenti in Bulgaria, sarebbe fisicamente incompatibile con la massa d’aria presente sull’Europa sud-orientale in questi giorni. Un simile dato supererebbe persino i record assoluti dell’intero emisfero settentrionale.
Dove si registrano davvero temperature simili
Per trovare valori prossimi a −89 °C bisogna spostarsi nel luogo più freddo del pianeta: il plateau antartico. Il record ufficiale mondiale è stato misurato alla stazione di Vostok, in Antartide, con −89,2 °C nel luglio 1983. Un contesto estremo, caratterizzato da altitudine elevata, cielo sereno persistente, aria estremamente secca e inversioni termiche potentissime. Condizioni che non hanno nulla a che vedere con quelle dell’Europa sud-orientale.
Cosa è successo davvero al display
I pannelli stradali che mostrano temperatura e ora non sono strumenti meteorologici certificati. Utilizzano sensori semplici, spesso esposti a gelo, umidità, accumuli di ghiaccio o problemi di alimentazione elettrica. In caso di guasto o errore di lettura, il sistema può andare fuori scala e visualizzare numeri casuali o valori estremi privi di significato reale.
È molto probabile che il −89 °C visualizzato a Tutrakan sia stato il risultato di un malfunzionamento elettronico, non di una reale misura atmosferica.
Perché è importante distinguere i dati affidabili
Episodi come questo dimostrano quanto sia facile che un’informazione errata diventi virale, soprattutto durante fasi di freddo intenso. Per valutare correttamente eventi meteorologici estremi è fondamentale fare riferimento alle reti ufficiali di osservazione, ai servizi meteorologici nazionali e ai dati validati scientificamente.
Il gelo in Europa orientale è reale e significativo, ma −89 °C in Bulgaria resta un numero impossibile, più vicino ai poli terrestri che alle rive del Danubio.



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