Tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno, il nord Egeo è stato investito da una irruzione di aria artica capace di trasformare territori solitamente miti in scenari pienamente invernali. La combinazione tra flussi continentali freddi e superfici marine ancora relativamente temperate ha creato le condizioni ideali per nevicate diffuse e localmente intense, un evento che ha attirato l’attenzione di residenti e osservatori meteo.
Lemno sotto una coltre di neve insolita
L’isola di Lemno è stata una delle aree più colpite. Tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, una massa d’aria polare convogliata da correnti nord-orientali ha raggiunto l’Egeo settentrionale, determinando un rapido calo delle temperature e l’innesco di precipitazioni nevose anche a bassa quota.

Le immagini satellitari e i resoconti locali mostrano un’isola quasi interamente imbiancata, con accumuli diffusi, suoli innevati e valori termici stabilmente sotto lo zero: uno scenario anomalo per una regione abituata a inverni generalmente miti e ventosi. La persistenza del flusso freddo ha favorito il mantenimento del manto nevoso per più giorni, accentuando la sensazione di un vero e proprio paesaggio “artico” nel cuore dell’Egeo.
Anche su Creta si è respirata in queste ultime ore un’atmosfera decisamente più alpina che mediterranea. Le cime montuose dell’isola si sono presentate innevate, sferzate da venti tesi di origine settentrionale, mentre il freddo è riuscito a spingersi fin verso le coste.

In alcune fasi sono stati segnalati fiocchi di neve fino al livello del mare o nelle principali località costiere come Heraklion, Chania e Rethymno, un evento insolito per il clima dell’isola. Le precipitazioni, tuttavia, sono rimaste deboli e intermittenti, senza dar luogo ad accumuli significativi, lasciando spazio soprattutto a un impatto scenografico e a una sensazione di freddo anomala per il contesto mediterraneo.
Il contesto meteorologico: perché ha nevicato così tanto
Dal punto di vista sinottico, l’evento è riconducibile a un affondo di aria artica-continentale proveniente dall’Europa orientale, incanalata verso sud lungo il bordo di un robusto campo anticiclonico. Il passaggio sopra superfici marine relativamente calde ha intensificato l’instabilità, favorendo rovesci nevosi convettivi tipici delle irruzioni fredde in area egea.



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