Meteo, colata artica tra le più intense dal 2017: gelo estremo sull’Europa e criticità in Ucraina

Meteo, Ucraina nel pieno dell’emergenza: gelo intenso mentre energia e riscaldamento restano a intermittenza

L’Europa sta attraversando in queste settimane una fase invernale di eccezionale intensità, una di quelle che entrano di diritto negli archivi climatici degli ultimi anni. La vasta irruzione di aria artica che si è riversata sul continente ha assunto caratteristiche paragonabili ai grandi episodi del passato recente, come il gennaio 2017, sia per estensione geografica sia per persistenza del gelo. Dalla Scandinavia all’Europa orientale, le temperature minime scendono con regolarità ben al di sotto dei −15°C, mentre nelle aree interne e settentrionali non sono rari valori prossimi o inferiori ai −20°C. Un freddo diffuso, continuo, che non si limita a brevi incursioni notturne ma che mantiene massime spesso negative, consolidando neve al suolo e ghiaccio anche nelle pianure.

Un contesto particolarmente critico nell’Est Europa

La situazione assume contorni ancora più delicati in Ucraina, dove l’ondata di gelo si innesta in un quadro già fragile dal punto di vista infrastrutturale. In diverse città, tra cui Kyiv, Dnipro e Zaporizhzhia, si segnalano abitazioni con riscaldamento discontinuo e disponibilità elettrica limitata, mentre le temperature oscillano tra −15 e −20°C. In questo scenario, il freddo non rappresenta solo un evento meteorologico, ma un fattore di rischio diretto per la popolazione.

Gelo e blackout in Ucraina

La dinamica atmosferica alla base del gelo

Dal punto di vista sinottico, l’episodio è legato alla presenza di una robusta dorsale anticiclonica tra Groenlandia e Atlantico settentrionale, capace di deviare il getto polare verso sud. Questo assetto blocca le correnti miti oceaniche e apre un vero corridoio artico verso l’Europa, con anomalie termiche che localmente raggiungono −12/−15°C rispetto alle medie stagionali.

I principali modelli indicano una struttura a più impulsi: una prima fase molto intensa già avvenuta nella prima parte del mese e una seconda nuova accentuazione del freddo attorno al 19–21 gennaio, soprattutto sull’Europa centro-orientale.

Un inverno più dinamico del recente passato

Questo scenario si inserisce in un inverno 2025–2026 che fin dalle analisi stagionali era stato descritto come più dinamico e contrastato, anche a causa di un vortice polare meno compatto e di disturbi stratosferici capaci di favorire blocchi e discese fredde su larga scala.

Cosa aspettarsi nella seconda parte del mese

Il gelo continuerà a dominare l’Europa orientale ancora per diversi giorni. Anche quando le temperature tenderanno lentamente a risalire, la presenza di neve al suolo, cieli sereni e ventilazione debole manterrà elevato il rischio di gelate intense fino a fine mese, in particolare tra Balcani, Ucraina e Russia occidentale.

Un episodio che conferma come, nonostante la variabilità climatica moderna, l’inverno europeo possa ancora mostrare il suo volto più severo, con impatti reali e immediati sul territorio e sulla vita quotidiana.