Meteo, copertura nevosa record: il 70% dell’Europa è già sotto la neve

Meteo, dati satellitari confermano un’estensione nevosa eccezionale su gran parte del continente, favorita da ripetute irruzioni artiche e temperature sotto la media

L’inverno 2026 si è aperto con uno scenario che non passa inosservato agli occhi di climatologi e meteorologi: una copertura nevosa eccezionalmente estesa su gran parte dell’Europa, capace di riportare il continente in una configurazione tipicamente invernale già nelle primissime settimane dell’anno. I dati satellitari analizzati dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC) indicano che, a inizio gennaio, la neve ricopre circa 7,8 milioni di chilometri quadrati, una superficie che corrisponde a quasi il 70% dell’intero territorio europeo.

Si tratta di un valore rilevante, che colloca l’avvio del 2026 tra quelli con innevamento più esteso degli ultimi anni, soprattutto se si considera la distribuzione geografica del manto nevoso.

Le immagini satellitari mostrano infatti una continuità quasi totale della copertura sull’Europa settentrionale, centrale e orientale. Scandinavia, Paesi Baltici ed Europa orientale risultano completamente innevati, così come ampie porzioni della Russia europea, dove il freddo persistente e le frequenti irruzioni artiche hanno garantito un innevamento compatto e duraturo fin dalla fine di dicembre.

Snow cover ECMWF

Anche le grandi catene montuose europee giocano un ruolo chiave in questo quadro. Alpi, Carpazi e Balcani presentano una copertura nevosa diffusa e continua, con accumuli che in diversi settori si sono spinti fino a quote insolitamente basse. Le recenti perturbazioni invernali, associate a masse d’aria fredde continentali, hanno infatti favorito nevicate estese non solo in alta montagna, ma anche su colline e pianure interne di numerosi Paesi dell’Europa centro-orientale.

Il contrasto con le aree sud-occidentali del continente è netto. Francia occidentale, Penisola Iberica, gran parte dell’Italia e la Grecia mostrano una presenza di neve decisamente più limitata, confinata per lo più alle aree montuose. In queste regioni il contesto atmosferico è stato spesso influenzato da correnti più miti di origine atlantica o mediterranea, capaci di contenere sia il raffreddamento al suolo sia l’estensione dell’innevamento.

Dal punto di vista climatico, un’Europa così ampiamente innevata a inizio anno rappresenta un segnale importante. La neve, oltre a essere un indicatore diretto della severità invernale, influisce in modo significativo sul bilancio energetico del continente, favorendo il mantenimento di temperature più basse grazie all’elevata riflettività del suolo (albedo). Questo fattore può contribuire a prolungare le condizioni fredde nelle settimane successive, soprattutto nelle regioni già interessate da un innevamento continuo.

In sintesi, l’avvio del 2026 consegna un’Europa dominata dall’inverno su larga scala, con un manto nevoso esteso, persistente e climaticamente rilevante: un quadro che conferma come la stagione fredda sia entrata nel vivo e che potrebbe continuare a influenzare l’evoluzione meteorologica del continente anche nella seconda parte di gennaio.