Meteo, ghiaccia il Danubio a Budapest: effetto dell’ondata di gelo siberiana | VIDEO

L’effetto dell’irruzione siberiana sull’Europa centrale: laghi ghiacciati e primi segnali di congelamento fluviale

Meteo, ghiaccia il Danubio a Budapest

Negli ultimi giorni il Danubio all’altezza di Budapest sta mostrando uno scenario che richiama gli inverni più rigidi dell’Europa centro-orientale: sulla superficie del fiume è ben visibile il fenomeno dell’ice drift, ovvero la deriva di blocchi di ghiaccio galleggianti trascinati dalla corrente. Non si tratta di un congelamento completo del corso d’acqua, ma di una fase preliminare del processo di ghiacciamento, caratterizzata da frammenti irregolari che si urtano, si aggregano e scorrono lentamente lungo l’alveo.

Un ghiaccio “mobile”, non una lastra continua

I blocchi osservati in questi giorni – descritti in modo efficace come “pezzi di ghiaccio a incastro” – indicano che il fiume sta rispondendo a condizioni termiche molto rigide, ma senza raggiungere la soglia necessaria per una copertura stabile e compatta. La temperatura dell’acqua resta infatti leggermente sopra lo zero, tra 0,4 e 1 °C, un valore sufficiente a favorire la formazione di ghiaccio superficiale ma non tale da bloccare completamente il flusso. Anche il livello idrometrico insolitamente basso gioca un ruolo chiave, facilitando la comparsa di ghiaccio galleggiante ma limitando la possibilità di un congelamento uniforme.

Navigazione ancora regolare

Proprio l’assenza di una lastra continua consente al traffico fluviale di proseguire senza interruzioni, sebbene con maggiore attenzione. Le autorità monitorano l’evoluzione del ghiaccio, ma al momento non sono state introdotte restrizioni significative alla navigazione commerciale, un aspetto cruciale per una delle principali arterie fluviali d’Europa.

L’effetto dell’irruzione siberiana

Il contesto meteorologico spiega chiaramente quanto sta accadendo. L’Ungheria è interessata da una irruzione di aria siberiana particolarmente intensa, con temperature minime scese sotto i –15 °C in diverse aree e giornate intere con valori costantemente negativi. Questo gelo persistente ha già portato al congelamento completo di grandi specchi d’acqua come il lago Balaton e il Velence, e sta incidendo progressivamente anche sui fiumi maggiori, Danubio compreso.

Un evento sempre più raro

Storicamente, Budapest ha conosciuto inverni in cui il Danubio rimaneva ghiacciato per settimane o mesi: l’inverno 1879-1880, con oltre cento giorni di copertura continua, è ancora oggi un riferimento estremo. Tuttavia, dagli ultimi decenni del Novecento in poi, episodi di questo tipo sono diventati sempre meno frequenti, complice l’aumento delle temperature medie e i cambiamenti nella gestione idrologica del bacino.

Oggi, l’ice drift rappresenta quindi la forma più tipica con cui i grandi fiumi dell’Europa centrale “raccontano” un inverno severo: un segnale evidente del freddo intenso, ma anche la conferma di quanto sia cambiato l’equilibrio climatico rispetto al passato.