La Grecia ha vissuto una delle mattinate più fredde dell’inverno sotto l’effetto diretto di una massa d’aria artica continentale che ha raggiunto l’area balcanica senza attenuazioni. Il risultato è stato un quadro di gelo diffuso, con temperature minime eccezionalmente basse soprattutto nelle regioni settentrionali e interne, dove le condizioni atmosferiche hanno favorito un raffreddamento notturno molto efficiente. Il valore più estremo è stato registrato nella piana di Ochyro Nevrokopi, dove il termometro è sceso fino a –16,8°C, la minima più bassa osservata a livello nazionale. Nella vicina Nevrokopi si sono raggiunti –14,3°C, confermando ancora una volta il ruolo di quest’area come una delle principali conche fredde della Grecia.
Altri valori degni di nota:
- Perithóri (Nevrokopi): –13,6°C, con forte inversione termica favorita da cielo sereno e calma di vento.
- Volakas (Nevrokopi): –12,9°C.
- Neochóri (Chalkidikí): –12,2°C, segnale del freddo esteso anche lungo il settore nordorientale continentale.
- Vlásti (Kozáni): –11,9°C, con gelo intenso nelle aree montuose della Macedonia occidentale.
- Vyroni (Rodópi): –11,1°C, con aria secca e limpida di origine continentale.
- Dastikó (Grevéna): –10,0°C, valore che conferma temperature abbondantemente negative anche lungo la catena del Pindo.
Si tratta di zone particolarmente predisposte alle inversioni termiche, grazie alla morfologia chiusa, alla quota e alla frequente assenza di vento nelle notti serene.
Temperature molto rigide sono state rilevate anche in altre località della Macedonia e della Tracia, con valori diffusamente inferiori ai –10°C. Il gelo ha interessato non solo le aree montane, ma anche altopiani e fondovalle interni, segno di un’irruzione fredda ben strutturata e non limitata a singole sacche locali.
Dal punto di vista sinottico, l’episodio è stato favorito dalla persistenza di aria continentale secca, associata a cieli sereni e ventilazione debole. Queste condizioni hanno massimizzato la dispersione radiativa notturna, permettendo alla temperatura di crollare rapidamente dopo il tramonto. In assenza di nubi e con un suolo già raffreddato, l’aria più densa e fredda si è accumulata nei bassi strati, portando a minime molto severe.
In chiave climatologica, valori di questo tipo non sono inediti per aree come Nevrokopi, ma restano eventi rari, che si manifestano solo durante le ondate di freddo continentale più intense. Ciò che rende l’episodio particolarmente rilevante è la sua estensione geografica, con il gelo che ha coinvolto simultaneamente ampie porzioni del Paese, delineando uno dei più solidi episodi invernali della stagione in corso.
Un segnale chiaro di come, anche nel Mediterraneo orientale, l’inverno possa ancora mostrare il suo volto più severo quando le dinamiche atmosferiche si allineano in modo favorevole.



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