Le ultime elaborazioni probabilistiche del modello ECMWF stanno delineando uno scenario di potenziale maltempo estremo sul Mediterraneo centrale, con particolare attenzione rivolta al settore nordafricano e alle regioni meridionali italiane. Le mappe EFI/SOT mostrano segnali che, dal punto di vista previsionale, meritano un livello di attenzione elevato, soprattutto in un’ottica di ‘early warning’. Secondo gli indici Extreme Forecast Index (EFI), in vaste aree comprese tra Algeria, Tunisia, Canale di Sicilia e Tirreno meridionale, i valori oscillano tra 0,8 e 1, una soglia che indica come la maggior parte dei membri dell’ensemble preveda condizioni collocate nella coda estrema della climatologia del modello. In termini pratici, significa che vento e precipitazioni attese risultano nettamente fuori scala rispetto a ciò che è normalmente osservato in questo periodo dell’anno.
A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce lo stato del Mar Mediterraneo, che presenta temperature superficiali superiori alla media. Anche in assenza di anomalie marine eccezionali, un mare più caldo implica una maggiore disponibilità di vapore acqueo, carburante essenziale per sistemi perturbati intensi e persistenti.
Vento molto forte: un segnale da ciclone profondo
Le mappe EFI dedicate alle raffiche di vento a 10 metri, valide tra 20 e 21 gennaio 2026, evidenziano un’ampia area con EFI ≥0,8 che si estende dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale. I contorni SOT (Shift of Tails) particolarmente marcati indicano che alcuni membri dell’ensemble superano persino gli estremi del clima del modello, uno scenario tipico di cicloni profondi, forti gradienti barici e strutture frontali organizzate.
Dal punto di vista operativo, questo si traduce in rischio di raffiche di tempesta, mareggiate severe lungo le coste esposte e possibili danni da vento, soprattutto nei settori più vulnerabili.
Piogge eccezionali e rischio idrogeologico
Non meno rilevante è il segnale relativo alla precipitazione totale tra 18 e 21 gennaio 2026. Anche in questo caso l’EFI tende a valori prossimi a 1, con massimo tra Algeria e Tunisia settentrionali e propagazione verso il Mediterraneo centrale. I contorni SOT indicano uno spostamento deciso della coda umida della distribuzione, compatibile con accumuli oltre il 99° percentile climatico.
In termini di impatti, questo scenario è coerente con nubifragi, flash flood e criticità idrogeologiche, soprattutto lungo i rilievi costieri e nelle aree esposte a flussi umidi meridionali.
Perché EFI e SOT sono strumenti chiave
Un EFI già superiore a 0,5 segnala condizioni anomale; quando si avvicina a 1 ed è accompagnato da SOT elevato, il messaggio diventa chiaro: il rischio di evento realmente estremo è concreto. Questi prodotti non sostituiscono la previsione deterministica, ma consentono di contestualizzare l’evento rispetto al clima locale, offrendo un vantaggio cruciale in termini di tempistica e prevenzione.
In sintesi, il segnale che emerge dai prodotti ECMWF va letto come un campanello d’allarme precoce: un invito a monitorare con attenzione l’evoluzione sinottica nei prossimi giorni, perché il Mediterraneo centrale potrebbe trovarsi di fronte a una fase di maltempo severo, capace di produrre impatti rilevanti su vento, mare e precipitazioni.




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