Un nuovo impulso di aria gelida dai Balcani sta riportando condizioni pienamente invernali sull’Abruzzo, con il ritorno della neve fino a quote collinari e localmente medio-basse. Le precipitazioni risultano più organizzate e intense lungo il versante adriatico, in particolare tra Pescara e Chieti, dove si registrano nuovi accumuli nevosi. Il flusso freddo nordorientale, scorrendo sull’Adriatico ancora relativamente mite, alimenta rovesci nevosi che tendono a concentrarsi sulle prime colline e sui rilievi interni. In questo contesto Brittoli (780 m) e Civitella Casanova (400 m), entrambe in provincia di Pescara, stanno sperimentando nevicate intense con accumuli significativi al suolo (video da Meteo Abruzzo).
Sul versante chietino la neve interessa le aree collinari dai 400 m in su, con accumuli apprezzabili a Tornareccio (CH, 630 m), dove il manto bianco tende ad aumentare con il proseguire dei rovesci. Episodi nevosi vengono segnalati anche a quote più basse, come a Lanciano (CH, 265 m), dove tuttavia la neve si presenta più umida e meno duratura.
Quote neve e condizioni termiche
La distribuzione degli accumuli risente in modo deciso delle condizioni termiche nei bassi strati e del profilo igrometrico della colonna d’aria. Al di sopra dei 400 m l’aria risulta sufficientemente fredda e secca da consentire una buona tenuta del manto nevoso, con fiocchi asciutti o solo debolmente umidi e rapido attecchimento al suolo.
A quote inferiori ai 300 m, invece, il dew point positivo, attestato intorno a +1 °C, limita fortemente la possibilità di accumulo pur in presenza di precipitazioni a carattere nevoso. In queste fasce altimetriche la neve tende a fondere rapidamente al contatto con il suolo e con le superfici più miti, mantenendo il paesaggio prevalentemente bagnato o solo temporaneamente imbiancato.
Inquadramento meteorologico
L’episodio si inserisce in un pattern tipico da irruzione fredda balcanica, con aria continentale che scorre verso il medio Adriatico e genera instabilità sottovento all’Appennino. L’interazione tra il nucleo freddo in quota e il mare più caldo esalta i contrasti termici, favorendo rovesci localmente intensi sulle zone esposte, in particolare tra le colline interne e i rilievi prossimi alla dorsale appenninica.
Nel corso delle prossime ore la persistenza del flusso nordorientale potrà mantenere attivi ulteriori episodi nevosi sulle medesime aree, con probabile consolidamento degli accumuli oltre i 400–500 m. Alle quote inferiori, invece, l’eventuale variazione di dew point e temperatura nei bassi strati determinerà il confine tra semplici fioccate coreografiche e nuovi, seppur modesti, depositi nevosi al suolo.
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