Meteo, ‘palline’ che rimbalzano al suolo: cos’è il graupel e perché sta colpendo la Romagna dopo il passaggio del fronte gelido | VIDEO

In presenza di aria fredda in quota e correnti instabili, i fiocchi attraversano strati ricchi di goccioline sopraffuse, perdendo la loro struttura e diventando granuli di ghiaccio

Maltempo Emilia Romagna, graupel a Rimini

In Emilia Romagna, dopo il passaggio della neve, l’attenzione si è spostata su un altro tipo di precipitazione solida: il graupel, segnalato a tratti sulla Romagna orientale e meridionale, soprattutto durante rovesci improvvisi e localizzati. Episodi come quello osservato a Rimini rientrano in una dinamica ben nota, ma spesso poco chiara al grande pubblico. Capire che cos’è il graupel, come si forma e perché si differenzia dalla neve aiuta a leggere meglio ciò che accade durante queste fasi atmosferiche instabili.

Il graupel, chiamato anche neve tonda, si presenta come una precipitazione composta da piccoli granuli di ghiaccio biancastri e opachi, generalmente con diametro di pochi millimetri. A differenza dei fiocchi di neve classici, leggeri e ramificati, questi granuli hanno una forma più compatta e quasi sferica. Al suolo risultano facilmente comprimibili, talvolta rimbalzano sull’asfalto e danno luogo a un’imbiancata rapida ma poco consistente, spesso destinata a sciogliersi in breve tempo.

Dal punto di vista fisico, il graupel nasce a partire da un fiocco di neve già formato che, durante la caduta, attraversa uno strato di nube ricco di goccioline di acqua sopraffusa, cioè liquide ma a temperatura inferiore allo zero. Queste goccioline si congelano istantaneamente quando entrano in contatto con il cristallo di neve, rivestendolo progressivamente. Il risultato è un pellet di ghiaccio opaco che “annega” la struttura originaria del fiocco, rendendola irriconoscibile. Questo processo è tipico di nubi fredde e instabili, spesso associate a rovesci convettivi.

La differenza rispetto alla neve tradizionale è quindi sostanziale. La neve classica è costituita da cristalli esagonali, spesso ramificati e delicati, che cadono lentamente e si accumulano formando un manto soffice e coerente. Il graupel, invece, cade più rapidamente, ha un comportamento granulare e tende a creare accumuli discontinui, meno stabili e più soggetti alla fusione.

È importante non confonderlo nemmeno con la grandine. Quest’ultima è più dura, compatta e spesso traslucida, con una struttura stratificata dovuta a ripetuti cicli di crescita all’interno di forti correnti ascensionali temporalesche. Il graupel, al contrario, è friabile e si rompe facilmente tra le dita.

In contesti come quello attuale sull’Emilia-Romagna, il graupel è un chiaro indicatore di aria fredda in quota e instabilità post-frontale. La sua comparsa segnala rovesci intensi ma di breve durata, spesso accompagnati da raffiche di vento e rapide variazioni di visibilità. Un fenomeno affascinante, tipicamente invernale, che racconta molto della struttura verticale dell’atmosfera e della dinamica dei rovesci freddi che interessano la regione.

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