La neve che in queste ore interessa il Gargano non è il frutto di una semplice irruzione fredda, ma il risultato di una combinazione atmosferica selettiva e tipica dei contesti adriatici più dinamici. Le immagini satellitari evidenziano un lungo arco nuvoloso che dal Medio Adriatico converge verso il promontorio pugliese: una firma inequivocabile dell’ASES (Adriatic Sea Effect Snow), un meccanismo capace di trasformare il mare in una vera e propria “fabbrica di neve”. Alla base del fenomeno c’è il passaggio di aria molto fredda di matrice continentale sopra la superficie dell’Adriatico, ancora relativamente più mite. Il contrasto termico aumenta i flussi di calore e vapore acqueo dal mare verso l’atmosfera, favorendo la crescita di nubi convettive organizzate in bande. Quando queste strutture raggiungono la costa garganica, le precipitazioni tendono a intensificarsi e possono assumere carattere nevoso anche a quote basse, soprattutto nelle ore notturne e durante i rovesci più strutturati.
Il Gargano, però, non è un semplice spettatore: la sua morfologia agisce da amplificatore orografico. Il promontorio intercetta i flussi freddi da NE e costringe l’aria a sollevarsi, attivando il classico effetto stau. Sul versante sopravento aumentano condensazione e intensità delle precipitazioni, con nubi spesso semi-stazionarie capaci di insistere sulle stesse aree per ore e favorire accumuli localmente significativi.

Sul lato opposto, sottovento, lo scenario può cambiare bruscamente: l’aria, dopo aver superato l’ostacolo, entra in una fase di oscillazione e genera onde orografiche, con nubi più frammentate e spesso meno produttive in termini di precipitazioni. È questa dicotomia che spiega perché, a pochi chilometri di distanza, si possano osservare condizioni molto diverse: versanti imbiancati da un lato e fenomeni più deboli o schiarite dall’altro.
Questo episodio conferma come il Gargano sia uno dei settori più sensibili del Sud Italia agli effetti combinati tra mare, aria fredda e orografia. Non si tratta quindi di un evento casuale, ma di una dinamica ben nota alla climatologia adriatica, in grado di riportare scenari invernali anche nel cuore del Mezzogiorno, dove spesso sono i dettagli locali a fare la differenza tra pioggia e neve.
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