Questa mattina Minneapolis si è svegliata dentro un vero incubo invernale: -21°F (circa -29°C) come temperatura reale, e una percezione ancora più feroce con il wind chill a -45°F (circa -43°C). Un freddo che “punge” in modo quasi irreale: basta pochi minuti all’aperto per sentire la pelle bruciare, e ogni gesto quotidiano diventa una sfida. Ed è proprio in questo scenario che si inserisce il video di Jennifer McDermed, che con ironia e spirito decide di trasformare l’ondata di gelo in un esperimento: il “pasta experiment”. Nel filmato vediamo un ambiente esterno completamente imbiancato: neve compatta, alberi spogli, luce chiara del mattino e quell’atmosfera tipica dei giorni gelidi, in cui tutto sembra immobile e silenzioso.
Sul corrimano di un balcone viene posato un piatto di pasta con una forchetta che solleva un nido di fili. Ed è qui che arriva il momento più interessante: la pasta non cade morbida come farebbe normalmente.
Cosa mostra davvero l’esperimento?
Il punto non è solo “fa freddissimo”, ma quanto velocemente il freddo cambia la materia. Nel video, infatti, si nota che: la pasta inizia a perdere elasticità e morbidezza, i fili sollevati restano più “rigidi” e compatti e la consistenza diventa progressivamente più dura, come se il piatto fosse improvvisamente entrato in un freezer industriale.
Non serve molto tempo: bastano pochi secondi/minuti perché l’aria esterna, a quelle temperature, sottragga calore al cibo in modo estremamente aggressivo. Il risultato è un video semplice ma efficace, capace di trasformare un dato meteo in qualcosa di visibile, quasi tangibile.


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