Una passeggiata apparentemente innocua si è trasformata in tragedia ieri in Valle Aurina. L.G., un turista lombardo di 53 anni, ha perso la vita dopo essere scivolato su una strada forestale, precipitando nel vuoto per circa 80 metri. L’incidente riaccende l’allarme sulla pericolosità dei sentieri invernali, quest’anno resi particolarmente insidiosi dalla scarsità di neve che nasconde lastre di ghiaccio vivo. “L’attuale carenza di neve pregiudica le gite di scialpinismo e con le ciaspole. Molti optano perciò per escursioni a piedi, ma i sentieri e le strade forestali a prima vista sembrano innocue, ma a causa del giaccio possono diventare pericolose“, avverte Alberto Covi, presidente del Cnsas del Cai Alto Adige. “Una caduta su un sentiero, anche se già percorso cento volte d’estate, in questi giorni più risultare fatale. Se finisci sul pendio ghiacciato vai via come un treno“.
Oltre al terreno viscido, i soccorritori segnalano il pericolo del grande freddo – con temperature che a 2.000 metri restano fisse sui -10°C – e delle poche ore di luce. L’appello del Soccorso Alpino è perentorio: non muoversi mai da soli e dotarsi sempre di attrezzatura adeguata. “I ramponcini costano poco, pesano niente nello zaino e salvano la vita“, conclude Covi. Un piccolo accorgimento che può fare la differenza tra una giornata all’aria aperta e una tragedia irreparabile.


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