NASA, chiude la storica biblioteca del Goddard Space Flight Center

Il centro di eccellenza del Maryland perde il suo hub documentale fisico

Per oltre trent’anni, il cuore pulsante della documentazione scientifica presso il Goddard Space Flight Center è stato la sua imponente biblioteca di ricerca. Non si trattava di una semplice collezione di volumi, ma di un vero e proprio centro nevralgico dove migliaia di libri, riviste specializzate e diari di volo originali formavano un ecosistema di informazioni spesso introvabili in qualsiasi altro database al mondo. Venerdì 2 gennaio, questo pilastro della conoscenza ha chiuso ufficialmente i battenti, lasciando un vuoto fisico e simbolico in uno dei centri più importanti della NASA. La decisione segna un punto di svolta nel modo in cui l’agenzia intende preservare e consultare il proprio patrimonio intellettuale, scatenando un acceso dibattito tra l’esigenza di ammodernamento tecnologico e la necessità di mantenere un accesso immediato e centralizzato alle fonti storiche.

Il cronoprogramma della chiusura

Secondo la GESTA (Goddard Engineers, Scientists and Technicians’ Association), il sindacato che tutela centinaia di dipendenti NASA, lo smantellamento dei servizi era iniziato già lo scorso 9 dicembre. In quella data, l’accesso fisico era stato sospeso per permettere allo staff di completare una revisione della collezione durata 60 giorni.

Il timore diffuso tra chi opera sul campo è che la fine della consultazione in presenza possa compromettere la velocità della ricerca. La perdita di questo hub non è un semplice disagio logistico: molti dei servizi forniti non riguardano solo i supporti cartacei, ma l’integrazione con l’accesso digitale. Quando un progetto richiede dati immediati, non avere un punto di riferimento centrale rallenta inevitabilmente i processi, creando inconvenienti che pesano sulla produttività scientifica.

La difesa dell’amministrazione

A fronte delle critiche, l’amministratore della NASA Jason Isaacman è intervenuto con una dichiarazione ufficiale per chiarire la posizione dell’agenzia. Isaacman ha inquadrato la chiusura non come un taglio improvviso, ma come parte di un “consolidamento delle strutture a lungo pianificato e approvato nel 2022 sotto la precedente amministrazione“.

I ricercatori della NASA continueranno ad avere accesso alle informazioni e alle risorse scientifiche necessarie per il loro lavoro“, ha assicurato Isaacman. L’amministratore ha poi precisato che è in corso un protocollo rigoroso per garantire che i materiali vengano digitalizzati, trasferiti in altri poli bibliotecari o comunque preservati per fini storici e scientifici.

Tensioni politiche e futuro della ricerca

La notizia arriva in un momento di particolare sensibilità politica per il centro del Maryland. Solo un anno fa, esponenti di spicco come il senatore Chris Van Hollen avevano sottolineato l’impatto vitale del Goddard per l’intera nazione, definendolo “il cuore della missione scientifica spaziale“.

Mentre l’amministrazione Isaacman invita a guardare avanti, verso il ritorno degli astronauti sulla Luna e lo sviluppo di un’economia orbitale, parte della comunità scientifica resta scettica. Il rischio percepito è che, nel complesso processo di transizione digitale, possano andare smarrite informazioni tecniche cruciali – come i dettagli sulla calibrazione degli strumenti delle missioni passate – fondamentali per interpretare correttamente i dati e costruire i successi del futuro.