Oggi finiscono i Giorni della Merla, ecco perché l’inverno è al bivio

Oggi si congeda anche il 31 gennaio, l'ultimo dei Giorni della Merla: quest'anno il meteo sfida la leggenda dei giorni più freddi dell'anno

Di solito, in questo preciso momento dell’anno, dovremmo essere impegnati a stringerci nei cappotti più pesanti, con il fiato che si trasforma in nuvole di vapore e i vetri delle auto segnati dai ricami della brina mattutina. È il tempo dei Giorni della Merla (29, 30 e 31 gennaio), quel trittico di date che il folklore contadino, con la sua saggezza antica, ha eletto a “cuore di ghiaccio” dell’inverno, identificandole come il periodo statisticamente più rigido dell’intero calendario. Eppure, questo scorcio finale del 2026 sembra voler riscrivere le regole della tradizione, regalandoci un finale di gennaio dal sapore inedito e spiazzante. Al posto del gelo pungente, ci ritroviamo immersi in un’atmosfera che ricorda molto più un autunno tardivo e inquieto che non l’inverno profondo delle leggende. Meno ghiaccio sotto i piedi, dunque, ma molta più pioggia sopra le teste: un cambio di scenario dettato da un Atlantico insolitamente energico, che ha sostituito le bianche distese di neve con il grigio dei fronti nuvolosi e l’umidità persistente.

La Leggenda della Merla: un candido piumaggio diventato nero

Secondo il mito più diffuso, una merla dal piumaggio bianco e i suoi piccoli, per sfuggire al freddo pungente di un gennaio particolarmente dispettoso, trovarono rifugio dentro un comignolo. Ne uscirono il primo di febbraio, sani e salvi, ma completamente neri a causa della fuliggine. Da allora, tutti i merli portano questo colore e gli ultimi 3 giorni del mese sono ricordati come i più duri dell’anno.

La realtà del 31 gennaio 2026

Quest’anno, la “merla” non deve temere il gelo, ma piuttosto ricordare l’ombrello. La circolazione atmosferica sul Mediterraneo è dominata da un treno di perturbazioni atlantiche senza sosta.

  • Maltempo al Sud: Sardegna, Sicilia ed estremo Sud sono nel mirino di un profondo vortice ciclonico che determinerà piogge abbondanti e venti che possono diventare tempestosi;
  • Temperature fuori copione: nonostante la tradizione parli di gelo, i termometri oscillano su valori nella norma o addirittura leggermente al di sopra, smentendo il mito dei giorni più freddi.

Verso la Candelora: l’inverno è finito o siamo solo a metà strada?

Se oggi chiudiamo il capitolo della Merla, lo sguardo è già rivolto al 2 febbraio: la Candelora. Anticamente legata alla purificazione e alla benedizione delle candele, questa data è celebre per il seguente proverbio: “Per la Santa Candelora, se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora; ma se l’è sole o solicello, siamo sempre a mezzo inverno“.

In parole povere: se piove o nevica, la primavera è vicina; se c’è il sole, l’inverno durerà ancora a lungo.

Cosa dicono le previsioni?

La prima settimana di febbraio continuerà sulla scia di un trend piovoso. Tra lunedì sera e mercoledì, una nuova perturbazione molto intensa colpirà il Centro/Nord e la Sardegna. Il Nord/Ovest rischia neve a bassa quota: un po’ a ricordare che la stagione fredda, pur senza i picchi gelidi della Merla, ha ancora diverse carte da giocare.

Il fascino del folklore risiede proprio in questo: nel tentativo di dare un ordine al caos del clima attraverso storie tramandate davanti al fuoco. Che la Merla sia bianca o nera, o che la Candelora sia soleggiata o piovosa, la natura segue il suo corso, quest’anno guidata dal respiro umido dell’Atlantico.