Orologio dell’Apocalisse 2026: ecco quanto siamo vicini alla catastrofe globale, il 27 gennaio l’annuncio

Dopo il record di 89 secondi dalla mezzanotte nel 2025, il Bulletin of the Atomic Scientists svelerà il nuovo orario del Doomsday Clock. Ecco cosa significa, chi decide e perché il mondo guarda a questo indicatore simbolico di sicurezza globale

Il 27 gennaio 2026 il mondo scientifico e politico tornerà a interrogarsi sul proprio futuro. Alle 16 ora italiana il Bulletin of the Atomic Scientists annuncerà ufficialmente la nuova posizione del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse che da 78 anni rappresenta, in modo simbolico ma rigoroso, la vicinanza dell’umanità a una catastrofe globale. L’annuncio avverrà durante una conferenza stampa dal vivo, trasmessa in streaming sul canale YouTube ufficiale del Bulletin. Un appuntamento seguito a livello internazionale perché il Doomsday Clock non è una semplice metafora: è una sintesi scientifica dei principali rischi esistenziali che incombono sul pianeta.

Un record che pesa: 89 secondi dalla mezzanotte

Nel 2025, l’Orologio è stato portato a 89 secondi dalla mezzanotte, la distanza più breve mai registrata nella sua storia. Un record negativo che ha segnato un punto di svolta, indicando un livello di pericolo globale senza precedenti.

La mezzanotte, nel linguaggio del Doomsday Clock, rappresenta l’evento catastrofico: una combinazione di conflitto nucleare, crisi climatica incontrollata, minacce biologiche e tecnologie dirompenti non governate. Più le lancette si avvicinano, più il rischio sistemico aumenta.

Chi decide l’orario dell’Orologio dell’Apocalisse

A stabilire la posizione delle lancette è la Science and Security Board (SASB) del Bulletin of the Atomic Scientists: un gruppo selezionato di esperti riconosciuti a livello globale. Il loro lavoro si concentra in particolare su 3 grandi aree:

  • Rischio nucleare
  • Cambiamento climatico
  • Tecnologie emergenti e dirompenti

La decisione finale viene presa in consultazione con il Board of Sponsors, che include 8 Premi Nobel, garantendo un livello di autorevolezza scientifica e indipendenza unico nel suo genere.

Il compito della SASB non è fare previsioni, ma valutare trend, dati e dinamiche globali, offrendo una fotografia aggiornata dello stato di sicurezza del pianeta.

I protagonisti dell’annuncio 2026

Alla conferenza stampa del 27 gennaio interverranno alcune delle voci più influenti del panorama scientifico e civile internazionale:

  • Maria Ressa, cofondatrice e CEO di Rappler, professoressa alla Columbia University e Premio Nobel per la Pace 2021, simbolo globale della difesa della democrazia e dell’informazione;
  • Alexandra Bell, presidente e CEO del Bulletin of the Atomic Scientists;
  • Daniel Holz, fisico e astrofisico dell’Università di Chicago, presidente della SASB;
  • Steve Fetter, esperto di politiche pubbliche e sicurezza internazionale, già decano all’Università del Maryland,
  • Inez Fung, scienziata del clima e professoressa emerita all’Università della California, Berkeley,
  • Asha M. George, direttrice esecutiva della Bipartisan Commission on Biodefense,
  • Jon B. Wolfsthal, direttore del rischio globale presso la Federation of American Scientists.

Un panel che unisce competenze in fisica, climatologia, sicurezza, biotecnologie e politica globale, riflettendo la complessità delle minacce analizzate.

Perché il Doomsday Clock è importante

In un’epoca dominata da crisi rapide e informazioni frammentate, il Doomsday Clock resta uno strumento potente di comunicazione scientifica. Non indica “quanto tempo manca alla fine del mondo”, ma quanto siamo vicini a scelte irreversibili.

Il suo valore sta nel costringere governi, istituzioni e cittadini a una domanda fondamentale: stiamo riducendo o aumentando i rischi che minacciano la nostra sopravvivenza collettiva?

Un appuntamento da seguire

L’annuncio del Doomsday Clock 2026 sarà un momento chiave per comprendere lo stato attuale del pianeta e le responsabilità che gravano sulla comunità internazionale. Il Bulletin of the Atomic Scientists invita a seguire la diretta e a iscriversi agli aggiornamenti per ricevere analisi e approfondimenti continui.

Le lancette dell’Orologio non si muovono da sole: riflettono le decisioni umane. Il 27 gennaio sapremo se, nel corso dell’ultimo anno, il mondo ha fatto un passo indietro dall’orlo dell’abisso o se si è avvicinato ancora di più.