Il 27 gennaio non è una data come le altre per la comunità scientifica e diplomatica internazionale. Quest’anno, il Bulletin of the Atomic Scientists svelerà l’aggiornamento del Doomsday Clock (l’Orologio dell’Apocalisse), il simbolo che dal 1947 misura quanto l’umanità sia vicina all’autodistruzione. Con il mondo sospeso tra conflitti mai risolti, il collasso climatico e l’ascesa incontrollata dell’Intelligenza Artificiale, la domanda non è più se l’orologio si muoverà, ma se abbiamo ancora tempo per fermarlo.
89 secondi a mezzanotte: il punto di non ritorno?
Nel 2025, le lancette sono state spostate a 89 secondi a mezzanotte, il punto più vicino alla catastrofe mai registrato nella storia. Per dare un’idea della gravità, durante la Guerra Fredda non eravamo mai scesi sotto i due minuti.
L’annuncio del 2026 cade in un momento critico: l’80° anniversario dell’era nucleare. Gli esperti del Science and Security Board, supportati da premi Nobel (tra cui quest’anno spicca la partecipazione di Maria Ressa), devono valutare un “cocktail” di minacce senza precedenti.
1. Il ritorno dell’incubo nucleare
Il rischio atomico è tornato al centro della scena. Con la scadenza del trattato New START prevista per il prossimo febbraio, il mondo rischia di trovarsi, per la prima volta in decenni, senza alcun limite legale al numero di testate nucleari dispiegabili dalle superpotenze. La proliferazione in Medio Oriente e l’instabilità russa rendono il quadro ancora più cupo.
2. L’anno dell’IA “senza freni”
Se nel 1947 il pericolo era solo l’atomo, nel 2026 l’Intelligenza Artificiale è diventata un fattore determinante. Non si parla solo di “killer robots”, ma della capacità dell’IA di:
- accelerare la disinformazione, minando le democrazie;
- gestire sistemi di puntamento militare, riducendo i tempi di reazione umana a pochi secondi;
- creare nuovi agenti patogeni biologici tramite modelli linguistici avanzati.
3. Emergenza clima: il tempo delle promesse è scaduto
Il 2025 è stato uno degli anni più caldi mai registrati. Nonostante gli impegni internazionali, la transizione energetica procede a rilento, ostacolata da nuove tensioni geopolitiche e dazi commerciali che frenano lo scambio di tecnologie green.
Come viene presa la decisione?
Non è un calcolo matematico, ma una valutazione qualitativa basata su dati scientifici. Il Board si riunisce due volte l’anno per analizzare:
- Stabilità politica: trattati di pace o escalation militari;
- Biosicurezza: capacità di prevenire future pandemie;
- Tecnologie emergenti: cyber-attacchi e deepfake.
L’Orologio non è una previsione, è un monito. Serve a ricordare che i pericoli che affrontiamo sono creati dall’uomo e che l’uomo ha il potere di mitigarli.
Cosa aspettarsi dall’annuncio del 27 gennaio
Molti analisti temono un ulteriore avanzamento. Se le lancette dovessero scendere sotto la soglia degli 80 secondi, il messaggio sarebbe chiaro: siamo entrati in una zona di instabilità cronica dove un singolo errore umano o informatico potrebbe innescare una reazione a catena globale.
Tuttavia, il Bulletin sottolinea sempre che l’orologio può anche tornare indietro. Nel 1991, alla fine della Guerra Fredda, fummo capaci di riportare le lancette a ben 17 minuti da mezzanotte.


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