Oggi, venerdì 30 gennaio 2026, gli occhi dei sistemi di sorveglianza spaziale globale sono puntati sulla traiettoria di ZQ-3 R/B, il secondo stadio del razzo cinese Zhuque-3. Non si tratta di un detrito comune: con una massa di circa 11 tonnellate e una lunghezza che sfiora i 13 metri, l’oggetto sta effettuando un rientro atmosferico incontrollato che tiene in allerta la rete di monitoraggio europea. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dai centri operativi dell’EU SST (Space Surveillance and Tracking), il momento del contatto con l’atmosfera è imminente. La finestra temporale aggiornata punta alle 11:20 UTC di oggi (le 12:20 in Italia), con un margine di incertezza ridotto a meno di un’ora (±48 minutes).
A causa della sua inclinazione orbitale di circa 56,94 gradi, il detrito potrebbe teoricamente precipitare in una fascia compresa tra i 57° Nord e i 57° Sud di latitudine. Sebbene questa zona copra gran parte del globo, va evidenziato che la stragrande maggioranza della superficie interessata è composta da oceani o aree completamente disabitate.
Perché questo rientro è speciale?
Il caso dello ZQ-3 R/B presenta 2 incognite principali che complicano le previsioni:
- Materiali resistenti: a differenza dei comuni satelliti in alluminio, il razzo Zhuque-3 di LandSpace fa largo uso di acciaio. Questo materiale resiste meglio alle altissime temperature generate dall’attrito atmosferico, aumentando le probabilità che frammenti consistenti sopravvivano fino all’impatto con il suolo o il mare;
- Il “Dummy Payload”: si sospetta che un carico fittizio (una zavorra utilizzata per il test di volo del 3 dicembre scorso) sia rimasto agganciato allo stadio. Questo elemento extra altera la massa e l’aerodinamica del detrito, rendendo il suo comportamento in caduta meno prevedibile.
I dati dei sensori sono cruciali per produrre la migliore stima possibile, spiegano dall’EU SST. Tuttavia, le incertezze rimangono elevate a causa della natura incontrollata dell’oggetto.
Verso una gestione spaziale responsabile
L’evento odierno riaccende il dibattito sulla sostenibilità spaziale. Con l’aumento dei lanci da parte di attori privati e nuove potenze spaziali, la gestione dei detriti sta diventando una priorità di sicurezza internazionale. Il monitoraggio dello ZQ-3 R/B non è solo un’operazione tecnica, ma un promemoria della necessità di protocolli più severi per il rientro in sicurezza delle tecnologie orbitali.


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