Le piogge e la neve cadute negli ultimi mesi del 2025 e nei primi giorni del 2026 hanno portato un po’ di sollievo ai bacini artificiali della Sardegna, ma l’Isola resta sotto la minaccia della siccità. Secondo l’ultimo bollettino dell’Autorità di Bacino, al 31 dicembre 2025 le scorte idriche erano pari a 717,11 milioni di metri cubi, cioè il 39,3% della capacità complessiva, in aumento rispetto ai 638,34 milioni del 30 novembre (35%). Nonostante il miglioramento generale, la situazione rimane critica in diverse zone. Il Sulcis continua a destare preoccupazione: l’invaso di punta Gennarta è al 12%, mentre Medau Zirimilis resta vuoto. Soffre anche il Tirso-Flumendosa con il 38,3% della risorsa disponibile, così come l’Alto Coghinas e il sistema idrico Nord Occidentale, rispettivamente al 35% e al 31%.
Solo pochi bacini raggiungono o superano il 50% della capacità: tra questi l’Alto Taloro, Posada (Maccheronis), che ha recuperato oltre 20 milioni di metri cubi, Cedrino e Ogliastra. Quest’ultima, unica “isola felice” fino a fine novembre, vede comunque un peggioramento dell’indice nonostante il riempimento degli invasi di Santa Lucia e Bau Muggeris, arrivati all’83%.


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