Spazio, nuovo stop per l’India: fallimento per il razzo PSLV, persi diversi payload

Una deviazione nella traiettoria del terzo stadio ha compromesso la missione del "cavallo di battaglia" dell'ISRO. Perso il satellite militare EOS-N1 e altri 15 piccoli carichi utili

Un inizio d’anno amaro per l’India spaziale. Il razzo PSLV (Polar Satellite Launch Vehicle), da decenni pilastro dell’Indian Space Research Organisation (ISRO), sembra aver subito un nuovo fallimento durante il lancio avvenuto dal Centro Spaziale Satish Dhawan. Si tratta del secondo insuccesso consecutivo per questo vettore, un evento che solleva interrogativi sulla sua affidabilità dopo anni di onorata carriera. Il decollo era avvenuto regolarmente alle 10:18 ora locale. Tuttavia, i problemi sono emersi durante una fase critica del volo. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’ISRO, V. Narayanan, verso la fine della combustione del terzo stadio, il veicolo ha mostrato un’eccessiva instabilità nel rollio.

Abbiamo riscontrato disturbi nei tassi di rollio del veicolo e, successivamente, è stata osservata una deviazione nella traiettoria di volo“, ha spiegato Narayanan durante la diretta streaming del lancio. “Stiamo analizzando i dati e forniremo aggiornamenti il prima possibile”.

Il dato più preoccupante è la ricorrenza del problema: anche il precedente fallimento, avvenuto nel maggio 2025, si era verificato proprio durante l’accensione del terzo stadio. Questo suggerisce un possibile difetto sistemico in questa specifica sezione del razzo, alta complessivamente oltre 44 metri.

Cosa trasportava il PSLV: dagli “occhi” militari alla tecnologia spagnola

Il carico principale della missione era l’EOS-N1, noto anche come Anvesha. Si tratta di un satellite iperspettrale per l’osservazione della Terra, progettato per scopi militari. A differenza dei comuni satelliti ottici, la tecnologia iperspettrale permette di scansionare il pianeta in centinaia di lunghezze d’onda diverse, fornendo dettagli preziosi per l’intelligence e la sorveglianza territoriale.

Insieme ad Anvesha, il PSLV trasportava altri 15 payload internazionali, a dimostrazione del ruolo dell’India come “hub” per i lanci commerciali a basso costo:

  • Un satellite per l’osservazione terrestre frutto di una collaborazione tra Thailandia e Regno Unito;
  • Un satellite brasiliano per il soccorso ai pescherecci in difficoltà;
  • Una capsula di rientro, chiamata KID (Kestrel Initial technology Demonstrator), della startup spagnola Orbital Paradigm, che avrebbe dovuto ammarare nel Pacifico meridionale.

Un colpo alla reputazione del “Workhorse” indiano

Nonostante questo incidente, il curriculum del PSLV resta impressionante: su 64 lanci totali dal 1993 a oggi, i fallimenti sono stati solo 4. Questo razzo ha permesso all’India di raggiungere traguardi storici, come la missione lunare Chandrayaan-1 nel 2008, la missione su Marte (MOM) nel 2013 e lo studio solare con Aditya-L1 nel 2023.

Tuttavia, 2 fallimenti consecutivi rappresentano una battuta d’arresto significativa per NewSpace India Limited, il braccio commerciale dell’ISRO, proprio mentre la concorrenza internazionale (da SpaceX alle nuove agenzie asiatiche) si fa sempre più agguerrita. Gli ingegneri indiani dovranno ora scoprire se dietro questi incidenti si celi un problema di produzione o un errore di progettazione nel terzo stadio, per evitare che il “cavallo di battaglia” indiano resti a terra troppo a lungo.