Nelle notti invernali più fredde delle regioni continentali della Russia, e più in generale delle alte latitudini, il cielo può offrire uno spettacolo tanto affascinante quanto inquietante: colonne luminose verticali che sembrano salire dal suolo verso l’oscurità. A uno sguardo superficiale possono evocare scenari fantascientifici o richiami all’aurora boreale, ma in realtà si tratta di un fenomeno perfettamente spiegabile dalla fisica dell’atmosfera: i cosiddetti pilastri di luce (light pillars).
Quando si formano: freddo intenso e atmosfera stabile
Il contesto meteorologico è fondamentale. Il fenomeno si manifesta quasi esclusivamente in presenza di temperature molto basse, spesso inferiori ai –10°C, accompagnate da aria estremamente stabile, assenza di vento e cielo sereno. In queste condizioni si formano nella bassa atmosfera microscopici cristalli di ghiaccio, spesso prodotti dalla sublimazione del vapore acqueo o dalla condensazione in strati d’aria molto fredda e secca.

Il ruolo dei cristalli: piccoli “specchi” sospesi nell’aria
Questi cristalli, di forma esagonale e spesso appiattita, non precipitano come normali fiocchi di neve. A causa della loro struttura e della debole turbolenza, tendono a cadere lentamente mantenendo un orientamento quasi orizzontale, come minuscoli specchi sospesi nell’aria. È proprio questa disposizione ordinata a rendere possibile il fenomeno ottico.
Perché vediamo colonne di luce: riflessione e illusione ottica
Quando una sorgente luminosa artificiale — lampioni, fari, luci urbane o industriali — illumina questi cristalli, la luce viene riflessa e diffusa sulle superfici piane del ghiaccio. L’occhio umano interpreta questa riflessione come una colonna verticale luminosa, apparentemente proiettata verso il cielo. In realtà non esiste alcun fascio che “sale”: l’effetto è una illusione ottica, generata dalla somma di migliaia di riflessioni allineate lungo la linea di vista dell’osservatore.

Pilastri di luce e aurora boreale: due fenomeni diversi
Uno degli equivoci più comuni è confondere i pilastri di luce con l’aurora boreale. Le due manifestazioni non hanno nulla in comune dal punto di vista fisico. L’aurora è un fenomeno elettromagnetico che avviene nella termosfera, a oltre 100 km di quota, ed è legato all’interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre. I pilastri di luce, al contrario, si sviluppano nei bassissimi strati atmosferici, talvolta a poche decine di metri dal suolo, e dipendono unicamente da geometria dei cristalli e riflessione della luce.
Dove si osservano più spesso
La Russia, il Canada, la Scandinavia e la Siberia rappresentano gli ambienti ideali per questo fenomeno, ma non è escluso che compaia anche a latitudini più basse durante ondate di gelo intenso. Negli ultimi anni, episodi sporadici sono stati osservati anche in Europa centrale e orientale, a conferma di come il fenomeno sia raro ma non esclusivo delle zone polari.
Un “laboratorio” naturale tra gelo e luce
I pilastri di luce sono un perfetto esempio di come condizioni atmosferiche estreme, apparentemente ostili, possano generare scenari di straordinaria bellezza. È un incontro fugace tra gelo, silenzio e luce che racconta, con eleganza, come funziona davvero l’atmosfera sopra di noi.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?