Storica tempesta artica negli USA, gelo e neve dove non te lo aspetti

Dal Sud abituato agli uragani al Nord/Est, una violenta ondata di freddo porta bufere, blackout e rischi per la popolazione

Una potente tempesta ha investito la costa orientale degli Stati Uniti questo fine settimana, portando condizioni meteorologiche estreme su un’area vastissima del Paese. Venti impetuosi, nevicate abbondanti e temperature in picchiata hanno colpito regioni poco avvezze a scenari tipicamente invernali, come il Sud/Est costiero, più abituato a fronteggiare uragani che vere e proprie bufere di neve. In località come Myrtle Beach, nella Carolina del Sud, sono attesi accumuli fino a 15 cm di neve, un evento eccezionale per una città priva di mezzi e infrastrutture per la rimozione. Le nevicate più intense interessano la Carolina del Nord e del Sud, la Virginia e la Georgia nordorientale, con punte fino a 30 cm in alcune zone della Carolina del Nord. Fiocchi sono segnalati anche lungo l’asse che va dal Maryland al Maine, mentre tra sabato notte e domenica mattina ora locale si profilano condizioni da vera e propria bufera di neve prima dello spostamento della tempesta verso l’oceano.

Il freddo artico si spinge verso Sud, arrivando fino alla Florida. In città come Nashville, nel Tennessee, le temperature scendono vicino ai -10°C, aggravando una situazione già critica per decine di migliaia di famiglie rimaste senza elettricità a seguito di precedenti eventi meteorologici.

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Emergenza umanitaria e rischi per la salute

Oltre 170mila utenze risultano senza corrente, soprattutto in Mississippi e Tennessee, con decine di migliaia di blackout concentrati nell’area di Nashville. Le autorità parlano di una delle peggiori tempeste invernali degli ultimi decenni, in particolare in Mississippi, dove non si registrava un evento simile dal 1994. Sono stati aperti numerosi centri di riscaldamento e la Guardia Nazionale è intervenuta con mezzi terrestri ed elicotteri per distribuire beni di prima necessità.

Le condizioni estreme aumentano in modo significativo i rischi sanitari. Gli esperti mettono in guardia contro ipotermia e congelamento, soprattutto nel Sud, dove molte persone non dispongono di abbigliamento adeguato per temperature così rigide. Preoccupano anche i pericoli legati all’uso improprio di sistemi di riscaldamento di fortuna, che possono causare intossicazioni da monossido di carbonio.

Il bilancio umano è pesante: oltre cento vittime tra il Texas e il New Jersey, con una concentrazione significativa negli Stati del Sud. In alcuni casi i decessi sono riconducibili direttamente al freddo estremo, in altri a cause indirette legate all’emergenza.

Strade, coste e comunità sotto pressione

In Carolina del Nord centinaia di soldati della Guardia Nazionale sono pronti a intervenire, mentre le autorità locali lavorano per preparare le strade e limitare i disagi alla circolazione. Nelle aree costiere, come le Outer Banks, cresce l’apprensione per l’erosione e per il rischio che abitazioni disabitate possano crollare nell’oceano, complice il mix di mare agitato, vento e gelo.

Anche quando la perturbazione si allontanerà verso l’Atlantico, il freddo intenso continuerà a farsi sentire ancora per giorni, lasciando dietro di sé una lunga scia di danni e interrogativi.