Immaginate di poter attivare una “fornace interna” capace di consumare calorie mentre siete comodamente seduti sul divano, ottenendo gli stessi benefici metabolici di una corsa intensa o di un bagno nel ghiaccio, ma senza alcuno sforzo. Sembra la promessa di un prodotto miracoloso da televendita, eppure è quanto emerge da uno studio d’avanguardia condotto dai ricercatori Philip Ruppert e Jan-Wilhelm Kornfeld dell’Università della Danimarca Meridionale. Pubblicata sulla prestigiosa rivista eLife, la ricerca ha dimostrato che è possibile “ingannare” il metabolismo dei topi semplicemente modificando la composizione proteica della dieta. Riducendo drasticamente l’apporto di due aminoacidi molto comuni – la metionina e la cisteina – gli scienziati hanno osservato un fenomeno sorprendente: il corpo inizia a generare calore bruciando riserve di grasso in modo autonomo. L’effetto registrato è stato quasi potente quanto l’esposizione costante a una temperatura di 5°C, portando a una perdita di peso significativa senza che le cavie mangiassero meno o si muovessero di più.
Il segreto è nel “grasso beige”
Il cuore della scoperta risiede nel cosiddetto grasso beige, un tipo di tessuto adiposo situato appena sotto la pelle che, a differenza del comune grasso bianco (che accumula energia), ha la capacità di bruciare calorie per produrre calore.
Normalmente, questo tessuto si attiva solo quando tremiamo per il freddo, in un processo chiamato termogenesi. Tuttavia, il team danese ha scoperto che una dieta povera di metionina e cisteina agisce come un “interruttore biochimico” capace di accendere il grasso beige indipendentemente dalla temperatura esterna.
“I topi che hanno bruciato più energia mangiavano la stessa quantità degli altri e non si muovevano di più. Abbiamo visto un aumento del 20% della loro termogenesi“, spiega il professor Jan-Wilhelm Kornfeld. “Hanno perso peso semplicemente perché il loro corpo generava più calore“.
Proteine animali sotto la lente
Dove si trovano questi due aminoacidi “interruttori”? La risposta potrebbe cambiare il nostro modo di guardare il piatto. La metionina e la cisteina sono presenti in alte concentrazioni nelle proteine di origine animale, come:
- carne rossa e pollame;
- uova;
- latticini.
Al contrario, i cibi di origine vegetale come verdure, frutta secca e legumi ne contengono quantità molto inferiori. Questo dato spiega in parte perché chi segue una dieta vegana o vegetariana tende ad avere un metabolismo più efficiente e un minor rischio di obesità: consumano naturalmente meno aminoacidi “frenanti” per la termogenesi.
Verso il futuro: pillole o alimenti funzionali?
Sebbene lo studio sia stato condotto sui topi, i ricercatori sono ottimisti circa l’applicazione sugli esseri umani. Il grasso beige è presente anche nel nostro corpo e risponde a stimoli molecolari simili.
Le implicazioni per il trattamento dell’obesità sono enormi. Gli scienziati stanno già valutando diverse strade:
- Alimenti funzionali: cibi formulati appositamente per essere privi di questi due aminoacidi;
- Sinergia con farmaci: verificare se pazienti che assumono farmaci come il Wegovy possano accelerare i risultati passando a una dieta priva di proteine animali;
- Nuovi farmaci: sviluppare molecole che mimino l’assenza di metionina per attivare il grasso beige senza restrizioni alimentari drastiche.
Nonostante l’entusiasmo, gli esperti invitano alla cautela: prima di stravolgere la propria dieta eliminando ogni fonte proteica, è necessario attendere i test clinici sull’uomo. Tuttavia, la prospettiva di poter “accendere” il dimagrimento attraverso la biochimica alimentare apre una nuova, caldissima frontiera nella lotta ai chili di troppo.
