Adriatic Lng: il terminale veneto al centro del flusso di Gnl in Italia

Il terminale veneto ha ricevuto 71 navi metaniere e aumentato la capacità di rigassificazione, contribuendo significativamente agli approvvigionamenti energetici nazionali

Oltre il 40% dei volumi di gas naturale liquefatto (Gnl) arrivati in Italia nel 2025 è transitato attraverso il terminale Adriatic Lng, al largo di Porto Viro, in provincia di Rovigo, grazie all’approdo di 71 navi metaniere provenienti principalmente da Qatar e Stati Uniti, ma anche da Nord Africa e Sudamerica, la maggior parte delle quali appartenenti alla classe di dimensione Q-Flex, quelle in grado di trasportare fino a 217 mila metri cubi di gas, una taglia gestibile, nel nostro Paese, solo dall’impianto veneto. Come si legge sul Corriere di Verona, lo rende noto la società di gestione (da dicembre 2024 di proprietà per il 70% degli olandesi di Vtti e per il 30% dell’italiana Snam), specificando che lo scorso anno è stato inoltre completato l’intervento di aumento della capacità costante di rigassificazione, con un aumento di oltre il 5%, che passa da 9 a 9,5 miliardi di metri cubi l’anno, mentre quella giornaliera massima è stata incrementata da 26 a 28,5 milioni. La nuova capacità aggiuntiva è già interamente allocata fino a dicembre 2045.

“L’aumento della capacità di rigassificazione – sottolinea Alfredo Balena, direttore delle relazioni esterne di Adriatic Lng – ci permetterà di gestire con maggiore flessibilità un’infrastruttura che già oggi vanta uno dei tassi di utilizzo più elevati in Europa. La nostra sfida principale è garantire al Paese un flusso costante di energia, assicurando al contempo l’eccellenza operativa e l’affidabilità che hanno sempre contraddistinto il nostro terminal”.

Dall’avvio delle attività operative nel 2009, il terminale veneto ha ricevuto oltre 1.200 navi e immesso più di 110 miliardi di metri cubi di gas nella rete nazionale, garantendo approvvigionamenti da oltre dieci Paesi. Nel 2024, ultimo dato disponibile, la società ha realizzato ricavi per 255,8 milioni ottenendo un utile netto di 56,1 milioni. I risultati dello scorso anno ottenuti dall’impianto sono arrivati nonostante l’interruzione delle attività, dall’1 al 31 agosto, per attività di manutenzione ai bracci di carico e ai vaporizzatori ad acqua di mare, come previsto dal piano pluriennale necessario per garantire l’alto tasso di affidabilità del terminale. Nonostante questo, nel corso del 2025, il terminale in Alto Adriatico ha immesso nella rete nazionale 8,2 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari a oltre il 13% dei consumi complessivi del Paese.