L’Italia e l’Europa intera si apprestano a vivere una delle fasi meteorologiche più violente degli ultimi decenni, un evento che rischia di passare alla storia per la sua forza d’urto e per la vulnerabilità di un territorio già martoriato. A sole tre settimane dalla furia distruttrice del Mega-Ciclone Harry, che ha lasciato dietro di sé una scia di danni incalcolabili, il Mediterraneo e l’Europa occidentale stanno per diventare il teatro d’azione del Mega-Ciclone Nils. Questo nuovo sistema di bassa pressione, caratterizzato da un gradiente barico estremamente profondo, si manifesterà tra domani e dopodomani, giovedì 12 e venerdì 13 febbraio con una virulenza fuori dal comune.
In un inverno che non ha mai smesso di flagellare la Penisola con piogge incessanti e accumuli pluviometrici senza precedenti, Nils rappresenta la minaccia definitiva per un suolo ormai saturo, incapace di assorbire ulteriori apporti idrici senza generare criticità idrogeologiche di vasta scala. Le mappe bariche dei modelli DWD (Germania) e Met Office (Regno Unito) mostrano la posizione del Mega-Ciclone Nils nelle ore centrali di domani, giovedì 12 febbraio, con una bassa pressione profonda addirittura 983hPa nell’alto Adriatico e un gradiente barico impressionante dall’oceano Atlantico al Sud Italia: ecco perchè il vento sarà fortissimo!
L’anticipo della tempesta e i dati shock del vento oggi al Sud e in Calabria
Nonostante il nucleo principale di Nils debba ancora sprigionare la sua massima energia, il Sud Italia sta già sperimentando oggi un fortissimo maltempo che funge da inquietante preludio a ciò che accadrà nelle prossime ore. La Calabria e la Sicilia sono attualmente sferzate da venti impetuosi e piogge torrenziali che stanno già creando i primi disagi. I dati rilevati nelle ultime ore sono emblematici: in Calabria si sono registrate raffiche di ben 109km/h ad Allai, a Reggio Calabria, seguite dai 92km/h di Melito Porto Salvo, gli 86km/h di Sant’Elia a Catanzaro e i 74km/h di Capo Vaticano. Anche la Sicilia non è stata risparmiata, con punte di 92km/h a Patti marina, 86km/h a Gazzi nella zona sud di Messina, 83km/h a Carini, 79km/h a Brolo e 77km/h a Palermo Boccadifalco. Questi numeri, seppur impressionanti, rappresentano solo un piccolo antipasto rispetto ai fenomeni estremi attesi per giovedì e venerdì, quando la dinamica ciclonica raggiungerà la sua piena maturità barica.
L’emergenza europea tra Spagna e Francia sotto la furia di Nils
Il raggio d’azione del Mega-Ciclone Nils è talmente vasto da paralizzare l’Europa occidentale prima ancora di colpire duramente l’Italia. In queste ore, Spagna e Francia si trovano già nel cuore della tempesta, con le autorità che hanno decretato l’allerta rossa su vaste porzioni del territorio. In Francia, il prefetto ha disposto la chiusura totale delle scuole in diversi dipartimenti del sud-ovest e lungo la costa atlantica, dove le raffiche di vento stanno superando i 140km/h. La Spagna non è da meno: la Galizia e le regioni cantabriche sono flagellate da onde altissime e precipitazioni monsoniche che hanno costretto migliaia di persone a restare in casa. Questo quadro europeo conferma la natura eccezionale di Nils, una tempesta “monstre” che sta ridisegnando la climatologia di questo febbraio 2026, spingendo i modelli previsionali verso scenari che raramente si osservano alle nostre latitudini.
Il muro di neve sulle Alpi e il fenomeno dello sfondamento sui versanti italiani
L’analisi dei dati satellitari e delle mappe elaborate dal modello Moloch del CNR-ISAC evidenzia una situazione eccezionale lungo l’intero arco alpino, direttamente collegata alla dinamica che sta colpendo la Francia. Mentre i versanti esteri di Francia, Svizzera e Austria verranno letteralmente sommersi da accumuli nevosi che potrebbero superare i due metri in quota, il versante italiano non sarà risparmiato. La dinamica di Nils favorirà infatti un potente fenomeno di sfondamento: le correnti impetuose da Nord-Ovest spingeranno le nubi oltre la cresta di confine, portando nevicate intense e persistenti anche nelle vallate interne della Valle d’Aosta, del Piemonte e della Lombardia. Le montagne olimpiche, dove proprio in questi giorni si stanno disputando le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, si preparano a una vera e propria bufera, con una visibilità ridotta a pochi metri e accumuli che cresceranno con una velocità impressionante. Il modello Moloch mostra chiaramente come i simboli della neve abbondante si concentrino lungo il confine, segnalando una frazione ghiacciata delle precipitazioni che supererà i 75cm di accumulo in sole dodici ore su porzioni molto estese di territorio.
Ecco le mappe con le precipitazioni nevose previste per la giornata di domani, giovedì 12 febbraio:
Piogge torrenziali e rischio alluvione tra il Centro e il Sud Italia
Se la neve sarà la protagonista sulle Alpi, il resto del Paese dovrà fare i conti con una ventilazione umida e instabile che scaricherà al suolo quantità d’acqua spaventose. La giornata di giovedì vedrà un peggioramento drastico a partire dalle regioni tirreniche centrali per poi spostarsi rapidamente verso il Mezzogiorno. Il modello Moloch indica accumuli pluviometrici totali molto preoccupanti sulla Calabria e sulla Campania, dove i colori della mappa virano prepotentemente verso il viola e il fucsia, indicando cumulate locali che potrebbero sfiorare i 150-200 millimetri in meno di ventiquattr’ore. La Calabria, in particolare, si trova in una posizione di estrema pericolosità meteorologica: l’effetto stau indotto dai rilievi dell’Appennino amplificherà le precipitazioni, trasformando i corsi d’acqua in minacce concrete. Con un terreno già compromesso dalle piogge dei mesi scorsi, il rischio di frane, smottamenti e alluvioni lampo è ai massimi livelli, configurando un quadro di allerta rossa pervasivo.
Ecco le mappe con le precipitazioni complessive previste per la giornata di domani, giovedì 12 febbraio:
Il richiamo d’aria mite e l’aggravante del rischio alluvionale al Centro-Sud
Come abbiamo appena visto dalle mappe sopra, al Centro/Sud non è prevista neve domani se non sulle più alte vette appenniniche. Un ulteriore fattore di criticità per le regioni del Centro e del Sud è infatti rappresentato dal richiamo di correnti di origine atlantica relativamente calde, che accompagneranno il transito di Nils. Questa massa d’aria mite innalzerà sensibilmente la quota dello zero termico, confinando le nevicate esclusivamente alle vette appenniniche oltre i 1.800 metri di altitudine. Di conseguenza, l’immane quantità di precipitazioni prevista non si accumulerà sotto forma di manto nevoso ma si trasformerà interamente in pioggia torrenziale; questo imponente volume d’acqua si riverserà istantaneamente verso le valli, aumentando in modo esponenziale il carico idraulico dei fiumi e il rischio di alluvioni devastanti, poiché il suolo non avrà alcun modo di trattenere in quota l’apporto idrico tramite il congelamento.
La tempesta di vento su Sardegna Corsica e regioni tirreniche giovedì mattina
Il primo atto della furia eolica di Nils si consumerà nella mattinata di giovedì 12 febbraio. Le mappe del vento del CNR mostrano una vasta area di colore rosso e viola che avvolge la Sardegna e la Corsica, con raffiche di Ponente che spazzeranno le coste e i rilievi raggiungendo velocità medie superiori ai 130km/h. Questo flusso d’aria impetuoso si riverserà con violenza verso la Liguria e la Toscana, rendendo i mari estremamente agitati e mettendo a dura prova la tenuta delle strutture costiere. La Sardegna sarà letteralmente travolta da raffiche che sui capi più esposti potrebbero superare i 140km/h, rendendo i collegamenti marittimi impossibili.
L’uragano di Maestrale nella notte tra giovedì e venerdì e le mareggiate devastanti
Il picco massimo della tempesta di vento è atteso per la serata di giovedì, quando il nucleo di Nils si sposterà verso il Tirreno meridionale innescando una violentissima tempesta di Maestrale. Le proiezioni orarie del modello Moloch sono impressionanti: tra le ore 22 di giovedì e le prime luci di venerdì, il settore compreso tra il Canale di Sardegna, le Bocche di Bonifacio e il Basso Tirreno sarà sferzato da venti che la mappa indica con tonalità di viola scuro, sinonimo di velocità che sfiorano i 150km/h. Siamo a valori da fondoscala nella mappa. Si tratta di un vento sostenuto di intensità pari a un uragano di categoria uno sulla scala Saffir-Simpson. Questa spinta eolica solleverà onde imponenti, con altezze significative che potrebbero raggiungere gli 11 metri nel cuore del Tirreno. Il rischio di mareggiate devastanti per le coste della Sicilia settentrionale e della Calabria tirrenica è concreto: l’energia accumulata dal mare si abbatterà con una forza distruttrice contro i litorali. Attenzione al forte vento, e alle mareggiate, anche a Malta.
Al Nord, il vento di caduta dalle Alpi, il celebre foehn, contribuirà a innalzare le temperature in pianura ma aggiungerà una componente di turbolenza estrema a tutto il quadro atmosferico.
Le mappe di Moloch per il pomeriggio-sera di giovedì:
Ancor più impressionanti le mappe del modello Bolam, sempre del CNR, che amplia lo sguardo in tutto il continente europeo ed evidenzia la furia del vento dal Golfo di Biscaglia, tra Francia e Spagna, fino a Canale di Sicilia e mar Jonio:
Un’Italia fragile sotto l’attacco coordinato di un inverno senza precedenti
Il passaggio del Mega-Ciclone Nils non va considerato come un isolato evento di maltempo, ma come l’ennesimo colpo di uno scenario meteorologico estremo, guidato dal fiume atmosferico in arrivo dall’oceano Atlantico al cuore del Mediterraneo. Dopo il disastro del Ciclone Harry, nelle prossime ore rischiamo di assistere a scenari analoghi in molte aree del nostro Paese. Le mappe del CNR-ISAC descrivono un Paese che verrà letteralmente stretto in una morsa di pioggia, vento e mareggiate. La saturazione dei bacini idrografici trasforma ogni pioggia in potenziale pericolo, mentre la violenza dei venti di Maestrale mette a rischio la sicurezza della navigazione e la stabilità delle infrastrutture. Saranno quarantotto ore di massima emergenza, durante le quali la prudenza dovrà essere assoluta. Nils è la testimonianza di una nuova era meteorologica in cui i fenomeni estremi diventano la norma e in cui un’Italia già piegata dalla pioggia deve ancora una volta prepararsi a difendersi dalla furia cieca degli elementi.
Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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