Dimenticate i cioccolatini di San Valentino o le sfilate di Carnevale. Quest’anno, il vero spettacolo di metà febbraio arriva dal cielo. Il 17 febbraio 2026 si verificherà la prima eclissi solare dell’anno: un evento mozzafiato noto come eclissi ad “anello di fuoco”. Ma mentre noi prepariamo i telescopi (o, più probabilmente, le dirette streaming), c’è qualcuno che avrà un posto in prima fila assolutamente esclusivo: gli abitanti dell’Antartide.
Cos’è un’eclissi ad “anello di fuoco”?
Un’eclissi solare si verifica quando la Luna si frappone esattamente tra la Terra e il Sole, proiettando la sua ombra sul nostro pianeta. Tuttavia, non tutte le eclissi sono uguali. Esistono eclissi totali, parziali, ibride e, appunto, anulari.

Il termine “anello di fuoco” descrive perfettamente l’aspetto di un’eclissi anulare. In questo caso, la Luna si trova nel punto della sua orbita più lontano dalla Terra (apogeo). Poiché è più distante, il suo diametro apparente è leggermente più piccolo di quello del Sole. Di conseguenza, quando la Luna si allinea perfettamente con la nostra stella, non riesce a coprirla interamente: i bordi del Sole rimangono visibili, creando un cerchio luminoso e vibrante nel buio del cielo.
Appuntamento con l’Antartide: tempi e luoghi
Se speravate di alzare gli occhi al cielo dall’Italia per godervi lo spettacolo, purtroppo abbiamo c’è una piccola delusione. L’anularità perfetta sarà visibile quasi esclusivamente dal continente antartico. Ecco la cronologia dell’evento (espressa in orario UTC):
- Inizio dell’eclissi: 09:56
- Picco dell’anularità: 12:12
- Fine dell’evento: 14:27
Mentre i ricercatori delle basi polari e i pinguini si godranno l’anello perfetto, circa 176 milioni di persone in altre parti del mondo potranno assistere a una versione parziale del fenomeno. Le zone interessate includono:
- La punta meridionale dell’America del Sud (Cile e Argentina);
- Gran parte dell’Africa meridionale (Sudafrica, Namibia, Zimbabwe).
Sicurezza prima di tutto: come osservare
Anche se vi trovate in una delle fortunate zone di visibilità parziale, ricordate la regola d’oro dell’astronomia: mai guardare direttamente il Sole. Anche durante un’eclissi, la radiazione solare può causare danni permanenti e irreversibili alla retina in pochi secondi. Gli occhiali da sole comuni, anche se molto scuri, non offrono alcuna protezione. È necessario utilizzare filtri solari certificati o i classici occhialini da eclissi (norma ISO 12312-2).
L’eclissi anulare è particolarmente pericolosa perché il Sole non viene mai oscurato completamente, mantenendo una luminosità tale da ingannare l’occhio ma continuando a emettere raggi UV e infrarossi dannosi.
Se non vi trovate in Antartide o nei luoghi di visibilità parziale, non disperate: il 2026 promette altri eventi astronomici degni di nota. Nel frattempo, potremo consolarci con le spettacolari immagini che arriveranno dai laboratori del Polo Sud.



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