Un gruppo di ricercatori della University of Waterloo ha sviluppato batteri geneticamente modificati capaci di “mangiare” i tumori dall’interno verso l’esterno, aprendo una possibile nuova strategia nella lotta contro il cancro. Lo studio, guidato da Brian Ingalls, Marc Aucoin e Sara Sadr, è stato pubblicato sulla rivista scientifica ACS Synthetic Biology. Il team ha ingegnerizzato il batterio Clostridium sporogenes, un microrganismo che cresce naturalmente in ambienti privi di ossigeno. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto a colonizzare il nucleo dei tumori solidi, dove spesso si trovano cellule morte e condizioni anossiche. Una volta entrate nel tumore sotto forma di spore, le cellule batteriche trovano un ambiente ricco di nutrienti e iniziano a proliferare, consumando le risorse che alimentano la massa tumorale.
I ricercatori hanno inoltre introdotto un meccanismo genetico che consente ai batteri di sopravvivere più a lungo anche nelle zone periferiche del tumore, dove l’ossigeno è presente in piccole quantità. In questo modo l’azione terapeutica potrebbe estendersi oltre il centro della massa.
Secondo Aucoin, la strategia mira a colonizzare il cuore del tumore e favorire un processo in cui il batterio contribuisce a eliminare progressivamente il tessuto canceroso. La ricerca è ancora in fase sperimentale, ma suggerisce una promettente direzione per future terapie oncologiche mirate.


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