La Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulle Cardiopatie Congenite coincide con San Valentino: con la campagna “Facciamo luce sul cuore” l’associazione Piccoli Grandi Cuori ha chiesto alle amministrazioni dei Comuni capoluogo della Regione Emilia-Romagna di illuminare di rosso (il colore del cuore) un monumento o un edificio significativo la sera del 14 febbraio. Un’opportunità unica per sensibilizzare la popolazione sull’esistenza delle cardiopatie congenite, per far conoscere l’incidenza di queste malformazioni e l’impatto che possono avere sulla vita dei pazienti e delle loro famiglie.
I monumenti illuminati
A Bologna sarà illuminato il Palazzo del Podestà, a Modena la Fontana dei Graziosi, a Ferrara la Fontana di Piazza della Repubblica, a Reggio Emilia i Ponti di Calatrava, a Rimini la Rocca Malatestiana, a Piacenza la facciata di Palazzo Farnese, a Ravenna la balconata del Teatro Dante Alighieri. Un fascio di luce rossa illuminerà anche la facciata della Torre della Giunta della Regione Emilia-Romagna (torre alta del civico 52) che ha concesso il patrocinio non oneroso all’iniziativa, insieme al Comune di Bologna e al Comune di Modena.
Oltre la cura: l’impegno dell’Associazione
Nata nel 1997, l’associazione è a fianco delle persone con cardiopatie congenite e delle rispettive famiglie con attività di supporto psicologico e sportello sociale per la tutela dei diritti, oltre all’attività di accoglienza presso la casa “Polo dei Cuori”. “Accendere queste luci significa accendere i riflettori sui diritti di pazienti e familiari”, spiega Paola Montanari, presidente dell’Odv. “Oggi la sfida è garantire una qualità di vita piena a persone che, grazie ai progressi della medicina, da bambini diventano adulti. Non siamo più solo l’associazione ‘per il futuro dei bambini’, ma per le persone con cardiopatie congenite”.
Solo nel 2025, Piccoli Grandi Cuori ha garantito supporto psicologico a 1.113 pazienti (con oltre 3.600 colloqui) e assistito 232 famiglie. “Dietro questi numeri ci sono anche famiglie che affrontano trasferimenti, costi e paure – spiega la Montanari – e il nostro compito è quello di non farli sentire soli: grazie a chiunque vorrà sostenerci”.


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