Ciclone Harry, Ciciliano: “evento raro ed estremo, tempi di ritorno da 200-500 anni”

Il capo del Dipartimento della Protezione Civile: "l'evento è stato veramente raro anche dal punto di vista pluviometrico"

In corso questa mattina, presso l’Aula del III piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, in merito all’indagine conoscitiva sull’individuazione degli svantaggi derivanti dalla condizione d’insularità e sulle relative misure di contrasto: in videoconferenza, si sta tenendo l’audizione del capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. “Dal punto di vista ondametrico, diciamo che si potrebbe ritenere questo evento come un evento raro o estremo, perché i tempi di ritorno, come vi dicevo, sono pluridecennali e sono stati registrati dalle stazioni della rete ondametrica nazionale di Ispra“, ha riferito Ciciliano, riferendosi agli effetti del Ciclone Harry. “Lungo litorali esposti, quindi stiamo parlando della Sicilia Ionica, quindi meridionale Ionica e Tratti della Sardegna sudorientale, sono state registrate all’altezza dei litorali onde significative di circa 6,5 metri con onde massime prossime ai 10, sufficienti a generare mareggiate distruttive su infrastrutture costiere vulnerabili“. Inoltre, “a ciò si deve ovviamente aggiungere quella che è l’analisi drammatica determinata dalle intense precipitazioni, perché i dati pluviometrici ci restituiscono in alcune zone una quantità di picco e di cumulata di circa 170 mm, per esempio in provincia di Vibo-Valentia, 556 nella provincia dell’Ogliastra in Sardegna, 519 nella provincia di Messina. Questi numeri possono significare poco – ha spiegato Ciciliano – ma basti sapere che questi numeri corrispondono più o meno alla quantità media di caduta di pioggia di 7-8 mesi per quelle zone, per quell’area e i tempi quindi di ritorno, che sono stati registrati per questo tipo di precipitazione, variano da 200-500 anni, questo significa che l’evento è stato veramente raro anche dal punto di vista pluviometrico“.