Ciclone Harry e Niscemi, informativa di Musumeci: “frana in retrogressione, in corso la stima dei danni del maltempo”

Contro il governo, dopo le devastazioni causate dal maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna si sono verificati "veri e propri atti di sciacallaggio"

Al via, nell’aula del Senato, l’informativa del Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, sull’ondata di maltempo estremo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. “Nella mattinata di domenica 25 gennaio l’evoluzione del movimento franoso a Niscemi ha subito una repentina accelerazione e la scarpata di frana ha raggiunto un dislivello di alcune decine di metri, in progressivo aumento e in continua evoluzione retrogressiva, con una larghezza complessiva del coronamento che ha superato i 4 km“, ha spiegato Musumeci nell’informativa al Senato. “Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale ma strutturale. Secondo i dati Ispra 9 comuni su 10 presentano zone ad alto rischio frane. Oltre il 94% dei comuni italiani si trova in territori esposti a rischio idrogeologico“. “Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case” a Niscemi. “Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva, lo ricordo che i sindaci sono la prima autorità di protezione civile, e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio. Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva, ovviamente da confrontare con la comunità scientifica per gli aspetti connessi alla sicurezza. In tal senso comunico di aver istituito presso il Dipartimento Casa Italia che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno“.

Secondo gli esperti frane di questa tipologia“, come a Niscemi, “hanno una tipica tendenza alla retrogressione. L’arretramento del ciglio di scarpata tende infatti a propagarsi progressivamente verso monte, cioè verso il centro storico, in direzione del centro abitato, secondo un meccanismo già documentato negli eventi storici. Il fenomeno attuale è suscettibile di evoluzione retrogressiva, purtroppo. Sulla base delle geometrie osservate del confronto con la frana del 1997 e dell’evento storico del 1790 è plausibile ipotizzare, dicono ancora gli scienziati, un ulteriore arretramento del ciglio di scarpata dell’ordine di alcune decine di metri, soprattutto in caso di nuove piogge abbondanti“. Un’evoluzione che “potrebbe coinvolgere ulteriori edifici posti in prossimità del margine instabile e compromettere in modo permanente tratti di viabilità strategica allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state costrette ad abbandonare per sempre le loro case. Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva“. Musumeci ha fatto sapere di “aver istituito presso il dipartimento Casa Italia che si occupa di ricostruzione e di prevenzione e strutturale, una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno e perché in questi anni il fenomeno si è sviluppato così rapidamente. Entro poche settimane avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post emergenza“.

Questo è il tempo di stare vicino agli abitanti di Niscemi e di far sentire la vicinanza concreta dello Stato. Siamo pronti come governo a qualunque soluzione operativa pur di restituire sicurezza e serenità a quelle famiglie che hanno perso per sempre il bene più significativo, la casa. E credo che su questo obiettivo il Parlamento nella maggioranza e nella opposizione non potrà assolutamente tirarsi indietro“, ha proseguito il Ministro. “Ascoltando in questi giorni i testimoni e leggendo alcuni particolari sulla stampa credo di poter dire, con assoluta franchezza, che tutte le istituzioni in questa triste storia debbano sentirsi coinvolte. Tutte da Roma a Palermo, da Caltanissetta a Niscemi“. “Chi mi conosce sa che non sono ad uso a sottrarmi alle mie responsabilità e non lo farò neanche stavolta nell’assumermi tutte le responsabilità istituzionali legate al funzionamento delle strutture della regione siciliana durante il mio mandato“.

Si sta procedendo proprio in questi giorni ad una stima la più attendibile possibile” dei danni causati dal maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna, e “di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre Regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile. Si tratterà di un provvedimento interministeriale il cui finanziamento prescinde ovviamente dai fondi per l’emergenza nazionale“, ha spiegato il Ministro della Protezione civile e del mare, Nello Musumeci, intervenendo in Aula al Senato per l’informativa. “Il sistema di protezione civile ha dimostrato validità, efficienza, efficacia, soprattutto nel sistema di allerta nazionale per il rischio idrogeologico e da eventi meteo avversi“.

Contro il governo, dopo le devastazioni causate dal maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna si sono verificati “veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori le istituzioni, anche dietro un’apparenza formale“. Il Ministro ha sottolineato: “Non intendo certo ignorare la campagna mediatica che si è sviluppata attorno a presunte inefficienze del governo e questo ministro in tema di Protezione civile“. Una campagna mediatica che “è andata ben oltre la normale dialettica politica” e si è caratterizzata per “giudizi sommari e frettolose ricostruzioni che hanno cercato in malafede un capro espiatorio, soprattutto sulla frana di Niscemi, invece di contribuire a una seria comprensione dei fatti“, lamenta il ministro. In tutto ciò “non sono mancati veri e propri atti di sciacallaggio dentro e fuori le istituzioni, anche dietro un’apparenza formale. Non sono mancati sciacalli in giacca e cravatta“. “Prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l’umiltà di pesare alla propria credibilità“, ha  dichiarato il Ministro.

La vicenda Niscemi non è una questione di risorse finanziarie, ha poi evidenziato Musumeci. “Per il Governo Meloni anche quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie. Ci sono e sono disponibili a dare corpo ad un progetto condiviso con le con le amministrazione locali e che credo veda su questa posizione anche il governo della regione siciliana che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità“. Per quanto riguarda “le misure da adottare a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana il governo sta elaborando una serie di iniziative che possono così essere sintetizzate sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi i termini processuali e amministrativi, misure in materia di ammortizzatori sociali per i lavori del settore privato e misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi, misure di sostegno per recupero della capacità produttiva, misure di sostegno alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, misure di sostegno al comparto turistico, stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino l’assistenza alla popolazione alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo misure per la delocalizzazione ove questa dovesse essere una soluzione voluta dalle autorità locali, misure di potenziamento della risposta operativa di protezione civile“. Per il Ministro, “anche per la quantificazione delle risorse necessarie al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse si sta procedendo proprio in questi giorni ad una stima la più attendibile possibile la più dettagliata possibile, di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile“.

Quanto alle risorse destinate a prevenzione e ricostruzione i numeri del governo Meloni parlano meglio di qualsiasi altra polemica. Innanzitutto, in materia di protezione civile il governo Meloni ha indicato per la prima volta la prevenzione come strategia politica nazionale. In funzione di questo obiettivo ci si è comportati in questi anni sulla materia della prevenzione contro il rischio idrogeologico: sono in fase di realizzazione oltre 700 milioni di euro solo col Dipartimento Casa Italia“, ha dichiarato il Ministro Musumeci durante l’informativa al Senato. “Dal Mase la programmazione negli ultimi tre anni ha un valore di 2 miliardi di euro sulla prevenzione contro il sisma per le infrastrutture pubbliche sono in corso interventi di oltre 600 milioni di euro ed è in fase di attuazione una risorsa di 285 milioni 350 milioni di euro, per il bilancio 26 sono stati stanziati e devono essere spesi entro l’anno per ridurre la esposizione ai rischi naturali, 540 milioni per i campi flegrei, dove è stata predisposta una strategia di intervento che mai aveva conosciuto. Un precedente 100 milioni per consolidare le infrastrutture pubbliche nelle isole minori terre abbandonate da molti governi“. E ricorda: “1 miliardo 200 milioni la Protezione civile ha messo a disposizione delle regioni dei fondi del PNRR“.