“Gli eventi meteorologici hanno comportato un problema in tutto il settore idrico: siamo comunque riusciti, grazie alla prevenzione, a evitare l’evacuazione di alcuni centri; possiamo quindi contare i danni ma non le vittime, proprio perché siamo intervenuti celermente“. Così l’assessore all’Ambiente della Regione Sardegna, Rosanna Laconi, durante un’audizione presso la Commissione Ambiente alla Camera sugli effetti del ciclone Harry sulla regione. “I forti venti che hanno determinato le mareggiate, inusuali per le nostre coste, hanno visto onde alte oltre 5 metri lungo il litorale cagliaritano e orientale”, aggiunge Laconi. “Anche da noi, gli stabilimenti balneari sono fortemente compromessi, con inevitabili ripercussioni sulla stagione turistica. Ci sono danni importanti nella viabilità sia primaria che secondaria, con interruzioni di arterie stradali e infrastrutture pubbliche; il settore produttivo è pure compromesso, in particolare per quanto riguarda aziende agricole e zootecniche e il comparto ittico”.
“Su servizi essenziali come l’energia elettrica l’impatto non è stato grosso, perché è stata ripristinata abbastanza velocemente; i collegamenti marittimi sono stati invece interrotti e questo ha accentuato la nostra situazione di isolamento. Un’emergenza di questo tipo ci rende ancora più isolati dal resto del continente, significa che dobbiamo renderci autosufficienti nella gestione delle emergenze e questo è successo grazie alla macchina della Protezione Civile e agli altri soggetti che sono intervenuti: stiamo investendo sulla realizzazione di un hub logistico che dia risposte non solo alla Sardegna, ma a tutto il Mediterraneo. Al momento sui danni abbiamo una stima provvisoria di 280 milioni di euro: la Regione ne ha prontamente stanziati 15, ma abbiamo goduto anche di altri 33 ad opera del Consiglio dei Ministri”, ha affermato ancora l’assessore Laconi.



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