Oggi, 12 febbraio 2026, l’aria ha improvvisamente cambiato sapore. Non è solo il profumo pungente dello zucchero a velo che si posa sulle chiacchiere appena sfornate o l’odore del fritto che invade i vicoli, ma è una vibrazione elettrica che attraversa le piazze: siamo ufficialmente nel cuore del Giovedì Grasso. In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dalla velocità digitale, il Carnevale resta uno degli ultimi baluardi di un’umanità viscerale, fisica e caotica. È quel momento sospeso del calendario in cui le gerarchie sociali si ribaltano, il povero diventa re e ogni volto può nascondersi dietro un’identità fittizia per esorcizzare le paure dell’inverno. Dalle montagne della Barbagia alle lagune venete, fino alle metropoli d’oltreoceano, inizia oggi quella “settimana santa dell’eccesso” che ci traghetterà, tra carri allegorici e battaglie di arance, verso il rigore della Quaresima.
Il Carnevale in Italia, un mosaico di maschere e tradizioni
L’Italia non ha un solo Carnevale, ma mille sfumature di follia collettiva. Ecco i punti nevralgici dove la tradizione si fa carne (e cartapesta) nei prossimi giorni:
- Venezia e l’Olimpo in Laguna: per questo 2026, la Serenissima ha abbracciato il tema “Olympus”. Le maschere classiche del Settecento quest’anno si mescolano a divinità greche e romane. Passeggiare oggi in Piazza San Marco significa trovarsi tra Zeus in seta e Arlecchini che danzano sull’acqua, aspettando il gran finale del 17 febbraio;
- Viareggio e i Giganti di Cartapesta: proprio oggi i viali a mare si illuminano per il terzo Corso Mascherato Notturno. I carri di quest’anno sono pura satira politica e sociale: i maestri carristi hanno trasformato le tensioni mondiali in enormi sculture semoventi alte dieci metri, pronte a esorcizzare il presente con un sorriso amaro;
- Ivrea e la Battaglia delle Arance: scaldate i muscoli. Da domenica 15 fino al Martedì Grasso, la città piemontese diventerà un campo di battaglia profumatissimo. È la rievocazione della rivolta popolare contro il tiranno: se non volete finire bersagliati dagli aranceri sui carri, ricordate di indossare il berretto frigio rosso;
- Sardegna: il fascino oscuro di Mamoiada: lontano dai colori accesi, qui sfilano i Mamuthones. Maschere nere lignee, pelli di pecora e 30 kg di campanacci sulla schiena che risuonano a ogni passo ritmato. Un rito ancestrale che tocca le corde più profonde del folklore mediterraneo, celebrando la danza tra uomo e natura.
Oltre i confini: il mondo si scatena
Uscendo dai confini nazionali, il Carnevale rivela la sua anima globale, adattandosi alle culture che incontra. In Brasile, il Carnevale di Rio de Janeiro ha raggiunto nel 2026 vette di creatività incredibili: le scuole di Samba sfilano nel Sambodromo portando in scena il tema della “Resilienza Amazzonica”, con costumi realizzati interamente in materiali bio-sostenibili che brillano sotto i riflettori.
Spostandoci negli Stati Uniti, a New Orleans, il Mardi Gras trasforma il quartiere francese in un fiume di persone a caccia delle iconiche “beads”, le collane di perle di plastica lanciate dai carri delle storiche Krewes. Nel frattempo, in Europa, la cittadina belga di Binche celebra i suoi Gilles: figure tradizionali con maschere di cera e zoccoli di legno che, proprio in questi giorni, danzano per le strade lanciando arance rosse alla folla per scacciare gli spiriti dell’inverno, una tradizione protetta dall’UNESCO. In Francia, a Nizza, il Carnevale 2026 rende omaggio alle grandi icone femminili della storia con la celebre “Battaglia dei Fiori”, dove migliaia di mimose e gigli vengono lanciati dai carri in un’esplosione di eleganza e profumo.
Perché “Grasso”? Dalla Tavola alle Ceneri
Il termine Giovedì Grasso non è una licenza poetica, ma un imperativo gastronomico. Storicamente, questo era l’ultimo giovedì in cui era permesso consumare carne e grassi animali prima dei quaranta giorni di astinenza quaresimale.
In Italia, ciò si traduce in un trionfo calorico senza precedenti: dalle Chiacchiere (chiamate frappe, bugie o crostoli a seconda della regione) al Migliaccio napoletano, fino alle Castagnole ripiene. Il viaggio edonistico si concluderà martedì 17 febbraio con l’ultimo baccanale, per poi spegnersi bruscamente il 18 febbraio, Mercoledì delle Ceneri. In quel giorno, il rumore dei tamburi lascerà il posto al silenzio e la cenere sul capo ricorderà a tutti che la festa, per quest’anno, è finita.
Un’ultima curiosità: se vi trovate a Milano, il Carnevale non finisce mercoledì! Per via del Rito Ambrosiano, i festeggiamenti continuano fino a sabato 21 febbraio. Una “proroga” storica che permette ai milanesi di essere gli ultimi al mondo a togliersi la maschera.


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