Energia, Anev: “eolico pilastro della sicurezza, ma l’Italia rincorre l’Europa”

Eolico e autoproduzione al centro della transizione: l’Italia ancora indietro rispetto all’Europa

“L’eolico ha raggiunto in Italia nel 2024 una capacità installata di circa 13 GW assicurando una produzione per circa 23 TWh. Questo ha comportato una riduzione delle emissioni pari a circa 17 mln di tonnellate e un risparmio di petrolio di 34 milioni di barili. Il Pniec traccia un’importante traiettoria di crescita al 2030: sono infatti previsti 28,1 GW di capacità istallata, 64 TWh di produzione. Nonostante i progressi registrati, il sistema elettrico italiano presenta ancora dei ritardi rispetto alle altre economie europee con una quota di produzione da fonti rinnovabili di poco superiore al 40% rispetto al 60% della Germania e del 56% della Spagna. Tale ritardo si riflette in una perdurante dipendenza dal gas naturale che continua a svolgere un ruolo dominante nella formazione del prezzo dell’Energia elettrica”. Lo ha detto Mauro Anticoli di Anev nel corso dell’indagine conoscitiva in VIII Commissione al Senato sullo stato dell’arte e sullo sviluppo dell’autoproduzione di Energia elettrica da fonti rinnovabili, sia individuale che collettiva, e sui progressi tecnologici e sulla ricerca attuale relativi agli accumuli di energia elettrica.

“La transizione si configura come imprescindibile non solo per la crisi climatica ma anche per il rafforzamento della produzione energetica. La visione deve essere incentrata su quattro pilastri: decarbonizzazione, sicurezza energetica, economia circolare, e l’approccio neutral positive”. Secondo Anev l’autoproduzione da fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo rappresentano una leva strategica “per rafforzare la resilienza nazionale”. Questi benefici sono ancora “migliori nel contesto di una elettrificazione dei consumi finali”, ha aggiunto Anticoli spiegando che “appare evidente come il rafforzamento dell’autoproduzione da fonti rinnovabili e la diffusione di sistemi di accumulo costituiscano la leva imprescindibile per superare le attuali criticità del sistema elettrico nazionale” “il persistente ritardo dell’Italia nel percorso di decarbonizzazione e la forte esposizione alla volatilità dei mercati rendono non più rinviabile un’accelerazione strutturale nello sviluppo delle fonti rinnovabili e delle infrastrutture”.

“In questo quadro l’eolico onshore offshore rappresenta un pilastro”, ha concluso Anticoli.