Un filamento magnetico sulla superficie del Sole è esploso il 25 febbraio, scagliando nello Spazio una piccola espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. Secondo le simulazioni dello Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), la nube di plasma dovrebbe raggiungere il nostro pianeta nella oggi, 28 febbraio, con effetti limitati ma non trascurabili: al massimo, una tempesta geomagnetica classe G1, il livello più basso nella scala che misura l’intensità delle perturbazioni del campo magnetico terrestre. Per gli osservatori dei cieli artici potrebbe comunque essere una notte interessante, con aurore boreali che potrebbero accendersi all’orizzonte, sebbene parzialmente velate dalla luce della Luna.
Le espulsioni di massa coronale e le tempeste geomagnetiche
Le espulsioni di massa coronale sono gigantesche bolle di plasma e campo magnetico che il Sole rilascia durante episodi di instabilità della sua atmosfera. Quando una CME è diretta verso la Terra, l’interazione con la magnetosfera può comprimere e disturbare il campo magnetico terrestre, generando correnti elettriche nell’alta atmosfera. Il risultato più spettacolare di questo processo sono le aurore, prodotte quando le particelle cariche provenienti dal Sole eccitano gli atomi di ossigeno e azoto nelle regioni polari.
Nel caso di una tempesta G1, gli effetti sono generalmente deboli: leggere fluttuazioni nelle reti elettriche ad alte latitudini, possibili piccole variazioni nelle operazioni satellitari e aurore visibili soprattutto nelle regioni più settentrionali,. È improbabile che si registrino disagi significativi alle infrastrutture tecnologiche.
L’intensità effettiva dipenderà dall’orientamento del campo magnetico contenuto nella CME al momento dell’impatto con la magnetosfera terrestre. Se il campo sarà orientato in senso opposto a quello terrestre, l’interazione potrebbe risultare leggermente più efficace, aumentando temporaneamente l’attività aurorale. In ogni caso, si tratta di un evento modesto, tipico della fase di crescente attività del ciclo solare in corso.


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