Frana Niscemi, brutte notizie per la biblioteca storica Angelo Marsiano: “è in una stanza in bilico, recupero impossibile”

Frana Niscemi, la biblioteca storica Angelo Marsiano con oltre 4 mila volumi e documenti storici della Sicilia rischia di sprofondare nel baratro. Impossibile anche il sopralluogo

Giornata importante al centro operativo comunale di Niscemi per tentare di salvare 4 mila volumi storici, preziosa memoria della comunità, che racchiudono non solo la storia di Niscemi, ma anche della Sicilia. La frana rischia infatti di trascinare a valle anche l’edificio che ospita la biblioteca “Angelo Marsiano”, al cui interno sono custoditi libri, documenti, mappe e appunti. L’edificio si trova nel cuore del quartiere Sante Croci, in via Roma 67. Rischia di sbriciolarsi perchè è sul ciglio della frana. La biblioteca si trova proprio a ridosso del precipizio.

I libri sono custoditi nell’ultima stanza, una stanza oggi sospesa nel vuoto. Si sta facendo di tutto per recuperare quel patrimonio culturale di enorme pregio. Tra le tante emergenze, ieri si è svolto un incontro proprio per mettere in salvo i 4 mila volumi. “L’incontro è stato convocato – ha spiegato ad AGI Pietro Stimolo, vicesindaco – per analizzare e programmare con i vigili del fuoco un eventuale intervento“. L’immobile appartiene alla famiglia Pisa Alberghina. Si tratta di una biblioteca privata, raccolta da Angelo Marsiano, storico di Niscemi, che nel 2026 sarebbe stata messa a disposizione della città. Il 2026 è l’anno del centenario della nascita di Angelo Marsiano e il 400° anniversario della fondazione di Niscemi.

Giuseppe, Francesca e Filippo Alberghina erano al lavoro per realizzare nei prossimi mesi la “Casa Museo Marsiano“, in via Pirandello. Un progetto di inventariazione, catalogazione e digitalizzazione del patrimonio librario e archivistico. La frana rischia però di inghiottire quell’immobile di via Roma e di portarsi via con sé l’immenso patrimonio culturale. Gli eredi hanno lanciato un appello, affinché’ il progetto non venga fermato dalla frana perché quella raccolta di libri racconta il passato di un territorio, frutto di una vita intera dedicata allo studio e alla memoria.

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La mobilitazione social e il coinvolgimento di letterati e intellettuali

Sui social e non solo è partita una grande mobilitazione anche dal mondo della letteratura e della cultura in generale. “Sono cresciuta in mezzo ai libri, respirando l’odore della carta stampata e l’aroma colloso della pelle dei dorsi di cuoio. Per me le biblioteche sono sempre state casa: un luogo in cui ritrovare me stessa, raccordare pezzi di futuro con le tracce del passato e della nostra storia e preservare la memoria. Per questo, quando ho saputo della biblioteca di Niscemi che rischia di crollare con i suoi volumi, mi si è stretto il cuore“, ha detto la la scrittrice e insegnante Stefania Auci (ha scritto il bestseller ‘L’Alba dei Leoni‘ che racconta la storia della famiglia Florio) in un intervento su Repubblica. “Dentro – aggiunge Stefania Aucici sono volumi di letteratura, storia e saggistica generale, tra i quali spicca un nucleo dedicato alla storia della Sicilia ed esemplari antichi, antecedenti al 1830. Tra i libri preziosi anche un’edizione del Cinquecento, testimonianza della storia di questo paese, una storia che ha radici ben lontane. L’appello che voglio lanciare per salvare la biblioteca – sottolinea la scrittrice e insegnante – non vuole essere soltanto mio, ma si unisce alla voce di tanti scrittori, giornalisti e intellettuali siciliani che, fin subito dopo la frana, hanno manifestato una forte volontà di sensibilizzare e dare una mano alla popolazione niscemese, anche attraverso la cultura e la conservazione dell’identità culturale“. “I libri della biblioteca – sottolinea Stefania Aucinon possono andare perduti, dentro ogni pagina c’è un pezzo di Niscemi che ora più che mai ha bisogno di restare legato saldamente alla propria storia per guardare al futuro. Mi rivolgo anche alle istituzioni, all’assessorato regionale dei Beni Culturali, allo stesso Comune di Niscemi, è anche loro responsabilità fare in modo che questo patrimonio non vada perduto. Chiedo a tutti, semplici cittadini, scrittori, giornalisti, di alzare la voce e chiedere che la memoria di Niscemi venga preservata“. “Salvare la biblioteca di Niscemi – spiega Stefania Aucinon è solo un atto di rispetto per questa cittadina ma anche un gesto d’amore per il nostro passato: un passato collettivo, plurale, fatto da mille voci differenti che merita protezione, cura e amore“.

All’appello di Auci fa eco anche Nadia Terranova, finalista allo Strega con ‘Quello che so di te‘ e narratrice con ‘Trema la notte‘ di un’altra tragedia del territorio: il terremoto dello Stretto di Messina del 1908. Che aggiunge: “Giustamente, gli abitanti di Niscemi dicono a gran voce che non vogliono abbandonare la città, che non vogliono che si costruisca una ‘new Town’ e hanno ragione“. “E allora se il cuore di una città è la sua biblioteca, che ne è memoria storica e centro pulsante, bisogna che quel luogo viva e sia subito messo in sicurezza, che torni prima possibile a essere un luogo di conforto e confronto“. La scrittrice messinese, che dirige il festival letterario Logos, ha offerto insieme con le altre anime dell’iniziativa – Cristian Guzzardi, Giovanni Lo Giudice e Marcello Barrale – lo spazio della prossima edizione a settembre di quest’anno per discutere con i curatori della biblioteca di come preservare la memoria della comunità. Sono numerosi gli scrittori e le scrittrici che hanno accolto l’appello di Stefania Auci. Come Barbara Bellomo, autrice della ‘Biblioteca dei fisici scomparsi‘, che ricorda ”l’incubo che stanno vivendo le famiglie“. “Quando ho visto anche le immagini della biblioteca“, spiega, “custode della memoria collettiva di Niscemi, a pochi metri dal baratro, ho pensato che sarebbe importante, laddove possibile, riuscire a metterne in salvo il contenuto. Significherebbe proteggere l’identità stessa della comunità, la sua storia e il suo futuro”.

Tra gli scrittori che lanciano l’appello per salvare la biblioteca c’è anche Ugo Barbara, palermitano: “L’immagine dell’auto sospesa nel vuoto che era diventata il simbolo del dramma di Niscemi deve essere sostituita nella nostra coscienza da quella della biblioteca ‘Marsiano’ in bilico sul ciglio della frana, perché è la metafora del destino di una comunità che rischia di perdere la propria memoria“, dice. Al coro di voci si aggiunge quella di Francesca Maccani, una scrittrice siciliana d’adozione, che ha scritto ‘Le donne dell’Acquasanta‘ e ‘Agata nel vento‘. “Parlo da non siciliana, ma con il cuore colmo di rispetto per questa terra straordinaria e per la sua storia“, spiega, “Non sono solo libri: sono radici, identità, futuro. Sono la testimonianza viva di una comunità che ha sempre creduto nella cultura come bene comune, come ponte tra generazioni. Non serve essere siciliani per capire cosa significhi perdere un patrimonio del genere. Basta essere persone che credono nel valore della conoscenza, nella dignità della memoria, nella responsabilità verso ciò che ci è stato affidato. Lasciare che una biblioteca sprofondi significa accettare che cada un pezzo di civiltà“. Un altro scrittore, siciliano, Francesco Musolino, autore di diversi libri, l’ultimo ‘Giallo Lipari‘, dice: “A Niscemi non sta franando solo un costone di terra. Sta franando un pezzo di memoria”. “Sono figlio di questa terra, ho scelto di restare sull’isola e voglio dirlo con chiarezza: salvare quella biblioteca significa salvare l’identità di un paese, impedire che il passato venga sepolto. Chiedo alle istituzioni regionali e nazionali di intervenire con urgenza per mettere in sicurezza i volumi e avviare il loro recupero“.

Il sopralluogo della Soprintendenza: “impossibile avvicinarsi, è zona rossa”

E’ stato eseguito stamattina un sopralluogo a Niscemi da parte della Soprintendenza per i beni culturali di Caltanissetta, disposto dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato, per verificare lo stato del patrimonio storico-artistico dopo la frana che ha colpito il paese del Nisseno. Per quanto riguarda la biblioteca “Angelo Marsiano”, che custodisce circa 4mila volumi dedicati in gran parte alla storia della città, non è stato possibile avvicinarsi perché ubicata in zona rossa, ma nei prossimi giorni la Protezione civile e i vigili del fuoco valuteranno le azioni da intraprendere. Nel frattempo la Soprintendenza sta fornendo planimetrie e documentazione utili per verificare la possibilità di recuperare i volumi “Da una prima ricognizione nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie – dice la soprintendente Daniela Vulloal momento, visivamente, non si riscontrano cedimenti di natura strutturale, sebbene l’edificio si trovi ai margini della zona rossa. In accordo con la Curia e i vigili del fuoco, abbiamo ritenuto opportuno spostare i beni mobili di pregio, di cui abbiamo già stilato un elenco, composto da alcuni dipinti e statue”. Saranno trasferiti nei prossimi giorni nei locali della Curia in chiesa madre oppure al Museo civico. La Soprintendenza ha visitato anche il centro storico, dove si trovano numerosi palazzi di interesse storico sottoposti a tutela delle facciate. Tra questi, solo uno risulta vincolato nella sua interezza: Palazzo Iacona di Castellana.

Abbiamo messo in campo ogni azione utile alla tutela del patrimonio culturale – sottolinea Scarpinatoe grazie alla sinergia e alla collaborazione tra enti e istituzioni contiamo di arrivare nel più breve tempo possibile alla messa in sicurezza di tutti i beni, testimonianza preziosa della nostra storia“.

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Il Sindaco di Niscemi: “recupero dei libri è pericolosissimo, sono in una stanza in bilico sul costone. Vedremo a fine emergenza se sarà ancora possibile…”

Il recupero dei 4 mila libri, in questa fase, è pericolosissimo. Tra l’altro sono sistemati in uno scantinato, in una stanza della biblioteca che è in bilico sul ciglio della frana. Quando l’emergenza cesserà – ha aggiunto il primo cittadino – se sarà possibile recuperare qualcosa, di comune accordo con vigili del fuoco e protezione civile, lo faremo. Tutto dovrà essere eseguito in sicurezza“. Lo ha detto il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, sull’appello lanciato dalla scrittrice e giornalista Stefania Auci, sostenuto da altri esponenti della cultura, di salvare la biblioteca privata Angelo Marsiano, che custodisce oltre 4mila libri di storia siciliana, che si trova nella zona rossa della frana.