In Italia c’è una “diffusa mancanza di una cultura geologica di base nei cittadini e nelle amministrazioni” e la mancanza di prevenzione, e “proprio questo la frana di Niscemi ha fatto venire alla luce“. Lo ha detto Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana, intervenendo alla conferenza nazionale sulla Cartografia Geologica, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, sala di pertinenza del Senato, a Roma. La conferenza, su iniziativa del senatore pentastellato Pietro Lorefice, è stata organizzata nell’ambito del progetto CARG, finalizzato alla realizzazione della Nuova Carta Geologica d’Italia in scala 1:50.000. Cafrosi ha sostenuto che “ogni Comune avrebbe bisogno di almeno un geologo”, e più in generale occorre favorire una ‘cultura geologica’ che poi porti a scegliere con piena cognizione dove costruire e dove acquistare un immobile.
Da giorni, i geologi insistono sul fatto che “manca, quasi ovunque, la consapevolezza del territorio dove viviamo e delle sue criticità. Un territorio che – ha concluso Carosi – ricordiamo, ha il più alto numero di dissesti idrogeologici in Europa, il maggior numero di vulcani attivi in Europa, una intensa e diffusa sismicità e migliaia di chilometri di coste soggette ad erosione e minacciate dall’innalzamento del livello del mare a causa del riscaldamento globale. Ma senza la conoscenza moderna e aggiornata del territorio non si può fare prevenzione e ci troveremo sempre a intervenire ‘dopo’ una catastrofe con perdite umane e materiali e spese di gran lunga superiori a quelle che servirebbero per la prevenzione”.



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