“Fino a questo momento non ci sono indagati ma escludo che il fascicolo rimarrà a carico di ignoti“. Così il procuratore di Gela (Caltanissetta), Salvatore Vella, che coordina l’inchiesta sulla frana di Niscemi. Vella, insieme al dirigente del Commissariato di Polizia di Gela Giovanni Minardi, ha incontrato i giornalisti a Niscemi. “Inizieremo a sentire persone e non guarderemo in faccia nessuno“, avverte poi il magistrato. “Ci stiamo muovendo su una notevole mole di documenti, anche immagini fornite dall’Agenzia italiana aerospaziale. Valuteremo se ci sono state condotte omissive che hanno contribuito a causare l’evento oppure se qualcuno, agendo, ha contribuito a causarlo”.
Poi ha aggiunto: “abbiamo avuto un’interlocuzione con gli organi centrali della Polizia di Stato per avere a disposizione un sistema che anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ci potrà consentire di processare meglio la mole di informazioni che saranno spalmate anche nel tempo”.
“Abbiamo creato un collegamento con il Coc (centro operativo comunale) del comune di Niscemi e con il Centro di coordinamento e soccorso in prefettura. Partiremo dall’evento frana che è ancora in corso per risalire indietro nel tempo per andare ad accertare quali sono state le cause di questo evento, che è un evento enorme, che non ha eguali attualmente sul territorio europeo e dalle cause dovremmo andare a risalire se l’evento era prevedibile, come sembra emergere, da diversi documenti che attualmente sono pubblici. Ma non ci basterà questo per l’accertamento della responsabilità penale. Andremo ad accertare oltre che se l’evento era prevedibile, se era prevenibile”.



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