Immaginate di fissare l’oscurità profonda dello Spazio profondo quando, per una frazione infinitesimale di secondo – meno di un battito di ciglia – il cielo si illumina con un’energia così colossale da superare quella emessa dal nostro Sole in interi anni. Poi, il nulla. Sono i Fast Radio Bursts (FRB), o lampi radio veloci: segnali radio transienti che durano appena pochi millisecondi e che, da quasi vent’anni, rappresentano uno dei rompicapi più affascinanti e frustranti dell’astrofisica moderna. Scoperti quasi per caso nel 2007 da Duncan Lorimer mentre analizzava dati d’archivio del radiotelescopio di Parkes in Australia, questi impulsi sembrano provenire da galassie distanti miliardi di anni luce. La loro natura è così estrema che inizialmente molti scienziati hanno dubitato della loro esistenza, scambiandoli per interferenze terrestri. Oggi sappiamo che i FRB sono reali, onnipresenti e che attraversano l’universo portando con sé informazioni preziose sulla materia che incontrano nel loro viaggio verso la Terra, agendo come una sorta di “scanner” cosmico per lo Spazio intergalattico.
Che cos’è esattamente un FRB?
In termini tecnici, un Fast Radio Burst è un impulso radio ad altissima intensità e brevissima durata. La loro caratteristica principale è la dispersione: le frequenze più alte dell’impulso arrivano ai nostri telescopi leggermente prima di quelle più basse.
Questo ritardo è causato dall’interazione del segnale con gli elettroni liberi nello Spazio. Più il segnale è “disperso”, più ha viaggiato, confermando che questi eventi avvengono ben al di fuori della nostra Via Lattea.
L’identikit del colpevole
Per anni ci siamo chiesti cosa potesse generare una tale potenza in così poco tempo. Le ipotesi spaziavano dal collasso di buchi neri a (inevitabilmente) segnali di civiltà aliene avanzate. Tuttavia, la scienza ha recentemente trovato un sospettato eccellente: le Magnetar.
- Cosa sono: stelle di neutroni con campi magnetici trilioni di volte più forti di quello terrestre;
- La prova: nel 2020, un FRB è stato captato all’interno della nostra galassia e associato a una magnetar nota (SGR 1935+2154);
- Il meccanismo: si pensa che “terremoti stellari” sulla superficie della magnetar rilascino enormi quantità di energia sotto forma di onde radio.
Perché sono importanti?
Studiare i FRB non serve solo a soddisfare la curiosità accademica. Questi segnali sono strumenti di misura incredibili:
- Pesare l’Universo: ci aiutano a trovare la “materia mancante” nello spazio tra le galassie;
- Mappare il Cosmo: funzionano come fari che illuminano la struttura a ragnatela dell’universo;
- Testare la Relatività: permettono di verificare con precisione estrema le leggi della fisica in condizioni gravitazionali che non potremmo mai riprodurre in laboratorio.
Il futuro della caccia
Oggi, grazie a telescopi specializzati come il CHIME in Canada o il gigantesco FAST in Cina, non ne avvistiamo più uno ogni tanto, ma a migliaia. Alcuni sono “ripetitori” (FRB che emettono segnali più volte dalla stessa posizione), altri sono “one-off” (mordi e fuggi). Ogni nuovo segnale è un pezzo del puzzle che si aggiunge, avvicinandoci alla comprensione di come funziona il lato più violento e spettacolare del nostro universo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?